Vento nuovo

Da dove arriva
 
questo vento nuovo
 
che oggi mi accarezza
 
con mani gentili
 
colmandomi l’anima
 
di dolce quiete?
 
 
Sarà il tuo ritorno a casa
 
che ha maturato
 
la stagione delle brezze
 
cancellando il grigio
 
dalle ardesie sui muri.
 
 
Anche il sole
 
ha preso a risplendere
 
in filamenti di luce azzurrata
 
illuminando il mio apogeo
 
mentre la notte mi dona tale gioia
 
da poterla appendere alle stelle.
 
 
E nel tuo sguardo gemmato
 
il mio cuore i suoi battiti scioglie.
 
 
@Grazia Denaro@

In un tempo che sia infinito

 

Si nutre l’anima d’amore

come il flauto di vento

gli sguardi s’avvicinano

e nel cuore s’instaura lo smarrimento…

quello smarrimento dolce

che fa tremare le gambe

e il sangue nelle vene fluidificare.

 

Vagano al cielo i pensieri

e in poesia sbocciano le parole:

come grani di luce s’incrociano

nell’instaurare istanti di beatitudine

canti che respirano dentro

e vivificano fino alle radici.

 

Sono musica i nostri esseri

primavere d’incensati voli

d’olezzi di primule e viole

di rifiorire di germogli

di sussurri tra le foglie

di corse pazze per i prati

d’abbracci e baci

in un tempo che sia infinito.

 

@Grazia Denaro@

Simbiotica Armonia

Tu sei carezzevole pioggia

tiepida e sottile

che in un giorno d’estate

inondi la mia pelle,

mi adagi su fiori profumati

turgidi e bagnati

che il tuo cielo ha annaffiato

della sua essenza olezzante.

Abbracciami incanto celeste

voliamo sulle ali dell’amore

lassù in alto dove il vento

ha diradato le nuvole in un momento,

dove l’aria accarezza i nostri corpi

e il caldo alza i vapori dell’estate

sulla nostra pelle nuda e fremente.

 

Il sangue fluidifica nelle vene

irrorando le pieghe del cuore

che in battiti accelerati

dona palpiti d’afflati

d’immense emozioni

e di simbiotica armonia

 

@Grazia Denaro@

Ascolto l’incanto della sera

Ascolto
 
l‘incanto della sera.
 
Il vento mi parla dolcemente,
 
a recepire i profumi
 
della natura
 
che accarezzano i miei sensi
 
in un profluvio
 
in cui s’immerge l’anima.
 
 
Le lucciole si muovono per i prati
 
volando fra il verde delle piante
 
ad illuminarmi  le stanze dei pensieri,
 
tutto ciò che mi circonda
 
in un frinire di cicale
 
e il canto del vento
 
è amore.
 
 
 
Amore di cui m’avvolge
 
il cielo stellato
 
trapunta lucente
 
in questa notte d’estate
 
dove arde una luna argentea.
 
 
Ammirandola
 
le dico dolcemente:
 
“O viso luminoso,
 
il fluido tuo raggio
 
m’accarezza con dolcezza
 
inviata dal tuo cuore
 
lucido e rotondo”.
 
 
In una notte così
 
difficile non assaporare
 
il nettare della vita
 
sognando i suoi gesti d’amore.
 
 
@Grazia Denaro@

Appagamento interiore

Oggi

inizia un giorno

d’infinito

dove lo sguardo

si estende

a percepire solitudine

senza ali.

 

Lotto

in cerca di colori

che elevino l’amore

per poter cancellare

il deserto del cuore

vestendolo a festa di afflati

in una rivalsa di luci

ad illuminare canti

intonanti gioia

come solo

l’appagamento

interiore

sa donare

 

@Grazia Denaro@

Il sogno

A volte la notte
si schiude al sogno
e della sua dolcezza il cuore nutre.

I sensi invade di dolce sentire…

sono visioni che l’essere appagano
e l’incanto pervade a placare la sete
sono respiro stimolante
a saziare l’anima anelante.

Il tempo si ferma in un non tempo
che la vita pare rallentare
ma dona gioia e nutrimento
all’ego che l’accoglie
e l’abbraccia dolcemente.

 

@Grazia Denaro@

Il respiro della vita

Mi vieni addosso
 
come la neve
 
e mi ricopri
 
che neanche
 
me sono accorta,
 
assonnata com’ero.
 
 
Ormai sento
 
solo la tua voce
 
che mi gingilla
 
di parole al miele.
 
Mentre l’aitante
 
tuo corpo
 
che colando
 
mi ha sommersa
 
con la sua baldanza
 
e io, non respiro
 
altro dentro te
 
se non il respiro
 
della vita.
 
 
@Grazia Denaro@

Sfere di smeraldo

 

Esalti la bellezza dei tuoi anni

il tuo incarnato eburneo

rifulge i tuoi dolci lineamenti,

sono sfere di smeraldo gli occhi tuoi

ma l’aria troppo seria

esprime una malinconia

che non ti s’addice.

 

Convive col tuo io un’inquietudine

forse perché sei giovane ed indifesa

e ogni minima ansia ti angustia.

 

Non abbandonarti al destino

lasciandoti trascinare in sua balia,

cercalo prendendolo per mano

e conducilo in ciò che ti è congeniale.

 

Vivi la tua vita di ragazza normale

che sa scegliere il suo avvenire

in allegria e leggerezza.

 

Riluci la dolcezza e la gioia

che fa brillare gli occhi

per il sentimento dolcissimo

che scaturisce dal cuore.

 

@Grazia Denaro@

Una distesa di luce

Erano sospiri sottili
 
come il vento lieve
 
che si posa con leggerezza 
 
sulla pelle
 
quando in quell’angolo di tempo 
 
t’incontravo
 
ruscello d’acque vive
 
dove i gigli inebriavano
 
le ore amene dei sogni intatti.
 
 
Navigando tra le rive delle tue braccia 
 
mi perdevo:
 
gli occhi fissi alle stelle del tuo petto
 
– rivivo il tempo fulgido che riemerge
 
nello splendore del tuo corpo –
 
 
Quel contatto mi trascendeva
 
in una carezza d’ala d’angelo
 
portandomi 
 
ad uno schiudersi della vita:
 
eri sorgente d’acqua
 
in uno scorrere
 
a volte impetuoso, 
 
a volte lento e trasparente
 
che mi ha condotto 
 
in questa distesa di luce
 
atta ad illuminarmi la vita.
 
 
@Grazia Denaro@

Un giorno nuovo

E così sei qui
 
disegnato nell’estate
 
scolpito
 
in un ozio senza superficie.
 
 
Ma ecco il dono,
 
il meraviglioso dono:
 
riscopro finalmente la tua luce
 
in tutto il tuo fulgore
 
e nella gioia
 
che mi suffraga dalle incertezze
 
che mi hanno abitato interiormente
 
nell’ultimo periodo.
 
 
Penso sia meravigliosa la vita
 
accompagnata dai colori dell’iride
 
e da tutte le bellezze che ci regala l’universo
 
che mi accolgono lucide e senza più ombre
 
nello spicco dello sguardo.
 
 
Il cielo scorre nuovamente su di me…
 
e le nuvole sono un azzurro
 
visto di schiena
 
.
@Grazia Denaro@

Al timone dell’universo

Non senti l’odore dei gelsi
e lo stormire delle fronde
carezzate dal vento caldo
della nuova stagione?

E’ un gioire di bambini
ch’elevano al cielo il loro tripudio
colmo di grida e di risate
in una festa che battezza
l’inizio dell’estate.

L’aria adorna di profumi e voli
induce all’ardore
accendendo la tavola del mondo
apparecchiata ed ospitale
verso noi fragili creature
che siamo qui a godere
di questa splendida natura
e dell’abbraccio
impercettibile dell’aria.

Osservo bene ombra e luce
che si posa sulle creature e sulle cose
e penso che siamo noi seme e zolla
al timone dell’universo.

@Grazia Denaro@

Notte

Vagano gli occhi tra le stelle
 
sospese nell’apogeo
 
e tra quel chiarore di fiammelle
 
si placano dell’interiore mio le tempeste.
 
 
Dolce notte
 
sempre t’attendo a ritrovare il sereno
 
che tu mi elargisci quando il giorno dissipa
 
nel presentarmi affanni.
 
 
Tu sola mi sciogli
 
dai grovigli e dai tormenti
 
che gravano sul mio petto
 
in un groppo di zavorra
 
a scavarmi il vuoto del malessere
 
esaltando l’ombra scura dei pensieri.
 
 
Sarà il silenzio
 
e la luce delle stelle che mi culla
 
come fosse una nenia
 
che piano piano m’addormento
 
sognando ciò che il cuore ambisce
 
per riacquistare la serenità perduta.
 
 
@Grazia Denaro@

Pantalica

 

Il cielo d’un azzurro scevro di nubi

 si rifletteva nel passato remoto

ed attraverso le crepe che ha lasciato

canta ancora la sua arcaica storia.

 

Un’aura misteriosa

sprigionavano quelle pietre,

le grotte rupestri e la necropoli

abbarbicate su un terrapieno

digradante verso la costa.

Fui ammaliata

da quella natura selvaggia

in cui torrenti e piccoli fiumi

fluivano silenziosamente

incastonati lungo canyon

formatesi tra le calcaree rupi.

Il belare delle capre

che brucavano

sotto un portentoso sole

tra le siepi scarne

radicate fra le ripide pareti

poggiate sull’Anapo

che scorre fino a valle

fu l’unico suono di questo luogo

selvaggio ed ancestrale.

 

E lì, sul margine del prato

nell’osservare quel contesto

m’innamorai del vento

che carezzandomi dolcemente

mi sussurrava

i segreti ritmi di quell’arcaico canto…

 

@Grazia Denaro@

La magia di cui ci facciamo dono

Quando in quelle sere

che in me mi perdo

mi giungono parole

che fanno rallegrare

la mia interiorità

facendola tremare d’emozione

per l’esaltazione di quelle ali

che solo in due volano all’unisono

verso messaggi di desideri

di fuochi avvolgenti,

di aure profumate,

di fiori appena sbocciati,

di grappoli di ciliegi in fiore

che con le loro rosate striature

inneggiano al sangue in evoluzione

dell’istante desiderato

in cui gli occhi si avvincono

ed i corpi con le mani legate fremono:

– allora io in te mi ritrovo –
mio raggio di sole dei passi certi.

E’ sotto la luce delle stelle

di un cielo rifulgente

che noi emaniamo un unico sussurro

con assonanze pregne di quella magia

indescrivibile

di cui ci facciamo dono.


@Grazia Denaro@

Un mondo nascosto riappare

Orlate colline

che nei loro scoscesi crinali

si riflettono alla luce del sole

in tutta la loro magnificenza

tenendo uniti il cielo e la terra

nell’abbraccio simbiotico

di questa primavera inoltrata.


Osservandole

lo spirito si eleva

mentre la carezza del vento

accende quel largo respiro

che è esaltazione di gioia vitale,

riassetto d’equilibrio

che in palpiti, un passo dopo l’altro,

adduce lo slancio

verso giorni colmi di speranza

avviando senza paura

in un percorso rettilineo

illuminato dalla volta celeste

rifulgente nello splendore dello zenit…

ed un mondo nascosto riappare!


@Grazia Denaro@

Cessa il vento


Cessa il vento

si disvelano atmosfere
 
colme di luce
 
in visioni armoniche.
 
 
Anche l’inchiostro
 
diviene materia azzurra
 
d’incredibile bellezza
 
atta ad innalzare ostelli
 
di pace, serenità ed amore
 
rischiarati da dorati soli
 
e da aulici fregi.
 
 
 
Ed io lì, coesa
 
nel loro sfolgorante chiarore
 
con il cuore colmo
 
d’emozione e di gioia

m’affido

a questo splendido ordito…
 
 
 
@Grazia Denaro@
 

In tutti i colori del mare

Pioggia, silenzio

e poi ancora

 l’eco della pioggia.

 

Mi bagna ancora il viso

quella pozza ch’è il cielo

nel vento di maggio

in cui la luna ti riflette

e come un sasso plana

a mezz’acqua di fosso.

 

Riverbera di noi,

nell’abbraccio rinchiuso,

confuso tra la fodera, il bavero

e la punta di un bacio

e lì si scioglie,

quasi fosse la tela

di un ricordo

con me al suo centro

e tu in tutti i colori del mare

poco prima che riaffiori

sopra gli occhi oramai vuoti

l’ombra fredda del mattino.

 

@Grazia Denaro@

Gelidi rami irruenti

 

Questa notte danza la luna

sull’onda controvento

nuda carezza persa tra le dita,

chiusi gli occhi del giorno:

scuro dentro l’anima smarrita.

 

Reminiscenze

allacciano il tempo passato

all’oggi dove germogliano

gelidi rami irruenti

che scavano ferite

non ancora rimarginate…

 

tutto ritorna nelle pieghe del cuore,

sono fuscello sbattuto dai venti.

 

In questa notte vago

tra labirinti scoscesi

d’un misterioso cammino

che sbriciola certezze…

 

odo un canto soave,

dolci carezze, profumo di fiori,

anelito di vita, passi di cielo,

desiderio della tua essenza…

ricordo, nostalgia, rimpianto.

 

Ritorno sui miei passi:

Ti sto aspettando come anelito

dell’ultima mia notte!

 

@Grazia Denaro@

Melodia

A passi leggeri
 
mi raggiungi
 
abbracciandomi alle spalle.
 
 
Sento il tremore di una foglia
 
quando il primo vento
 
della primavera
 
l’accarezza dolcemente
 
nel tepore del sole
 
facendola vibrare:
 
 
E’ la tua mano che mi sfiora
 
nel silenzio del tempo
 
che scorre indefinito
 
e il tuo dolce parlare
 
fa divenire melodia
 
le tue parole.
 
 
@Grazia Denaro@

Il raro fasto della natura

In questa magnifica giornata
 
la luce ed i profumi
 
si espandono su terre distese e solari.
 
 
Candido il giorno batte il tempo
 
nel suo lento trascorrere delle ore.
 
 
Messi ondeggiano al vento lieve
 
in un suono che inneggia a vessilli di quiete.
 
Il cielo di maggio echeggia dei voli
 
e dei canti degli uccelli
 
adagiati tra i rami degli alberi
 
che incorniciano la radura
 
mentre il cielo d’azzurro vestito
 
si rispecchia nei nostri occhi incantati.
 
 
Lo splendore della natura
 
è acqua e luce del mondo
 
dono di cui s’imbeve la nostra anima
 
irretita da questa lingua sconosciuta
 
ché ci parla con immagini eloquenti
 
a far risaltare il suo raro fasto
 
che ci avvolge nella gioia che ci contiene.
 
 
@Grazia Denaro@

La silente magia della sera

La silente magia della sera
adagiata in un’aura sospesa
nel momento
in cui il suo cielo cangiante
va dal rosso al cinerino
mi riflette il passaggio
della vita alla morte
e, nel mezzo, quel frammento
che dalla luce del sapere,
dall’aver visto e vissuto
porta al mistero più assoluto
inoltrandoci in un mondo
che non avrà più domani.

Un mondo senza cielo, senza alberi
e senza mare?

Sarà forse un interminabile labirinto
cieco di splendore la dimora ultima
che ci attende?

Oppure dall’altra parte del tramonto
in cui comincia il buio che, ci ingoierà
e dopo ogni porta che si chiuderà
dietro a noi nuovi inquilini
si presenteranno archetipi e splendori?

@Grazia Denaro@

Per un attimo soltanto

Dei giorni belli
 
non resta che quella luce
 
filtrata dallo sguardo
 
che arriva fino al cuore
 
tamburellante e sordo
 
come ingenuo primitivo
 
strumento di dolore
 
di quei dì colmi di tremore.
 
 
L’ assedio del dolore
 
in spire d’onde coglie
 
e mi rinchiude nelle segrete
 
della vita mia tradita
 
mentre l’anima nell’assolo del violino
 
su corde taglienti si dibatte.
 
 
Da quelle antiche terre mi raggiunge
 
la caduta di ogni suo frutto.
 
Ogni tua parola era un affondo,
 
un pezzo di bravura
 
tale da disgregare sicurezze
 
e annerire lo specchio
 
dove noi due abbiamo brillato
 
per un attimo soltanto.
 
 
@Grazia Denaro@

Notte

Che luna stanotte

amore mio,

inteneriti

sono gli angoli

delle strade.

 

Gl’innamorati

vanno a braccetto

attraverso i larghi

e profumati viali.

 

Ma questa notte

per me

ad ogni paracarro

è seduto il dolore.

Osservo il mare

abbastanza tranquillo,

anche la risacca

si muove appena.

 

Non scorgo

nessun orizzonte

di fronte a me.

Sdegnata notte,

dunque,

non passi mai?

 

@Grazia Denaro@

L’Iter dell’esistenza


Quando il cielo è un’alba chiara
di sublime ombra e luce
e di viali profumati,
con te al fianco null’altro ambisco
se non la primavera
a sprigionare le sue meraviglie
che mi pare porti dentro sé il tuo amore
che mi elargisci dolcemente
nell’aria tiepida che risuona
di fremiti ed aromi.

E’ un echeggiare di magiche sinfonie
che la natura dona in tutta la sua armonia:
il dolce vento, il frusciare delle messi,
la scorrere del torrente nel suo letto
che mormora argentino sui sentieri
scortati dalle betulle colme di amenti.

Anche il cielo ed il mare abitano l’infinito
in un connubio di uguale colore,
il loro movimento è musica
di un canto ancestrale che gravido di sole
racconta al vento l’iter dell’esistenza.

@Grazia Denaro@ 

Del tuo frumento mi sono nutrita

Cammino lungo la strada dei pensieri
 
osservando ciò che dipinge il ricordo
 
rispecchiante i miraggi antichi con nostalgia
 
di quelle brezze leggere e profumate
 
che il mare in lontananza regalava
 
in quegli anni ameni e spensierati
 
di cieli azzurri e di sorrisi.
 
 
Ricordo che recepivo
 
con gioia la tua mano
 
che leggiadra mi accarezzava
 
e la tua voce che con dolcezza mi parlava.
 
 
Dalle bionde spighe di grano
 
che tu di anno in anno hai raccolto
 
e mi hai donato
 
i preziosi semi in terra feconda ho seminato,
 
e del tuo frumento mi sono nutrita
 
seguendo sempre la luce
 
del tuo amorevole sguardo:
 
– magnifico ventaglio chiaro –
 
che sempre ha illuminato la mia anima
 
donandomi quell’equilibrio
 
tra il sole e l’ombra che fanno capolino
 
nei momenti dell’esistenza.
 
 
@Grazia Denaro@

Sillabe colme di luce

Per lunghe strade si vaga

e si combatte

ad abbracciare i nostri sogni.

 

Tanti passi da fare

nel trovare il lievito felice

per poter giungere all’incanto

di ciò che desideriamo.

 

Tante spine ci pungeranno

nel nostro cammino

prima d’arrivare a cogliere la rosa

ch’espande quel profumo

mostrando il suo velluto di colori

che ci conquisterà

per l’esuberante bellezza.

 

Sarà prioritario

ascoltare i suoni primordiali

della natura

che s’intrecceranno

a cullare interiormente

accendendo emozioni

atte a non far sbagliare gl’itinerari

che avviano alle calde sorgenti

diffondenti quel canto di soave bellezza

di sillabe colme di luce

che attrae ed irretisce l’anima.

 

@Grazia Denaro@

In attesa del vento

Sono immersa nei miei pensieri

e mi dico che tutto si muove.

 

Il cielo

di uno splendido azzurro cobalto

fugge allo sguardo.

 

Penso che vorrei andare lontano

non per fuggire

solo per vedere altro vivere

dove la bellezza cambia veste.

 

In attesa del vento

che arriverà a trasportarmi

oltre questa breccia

e oltre questo tempo

facendo girare le coscienze

e aprendo il cuore alla speranza.

 

Mi rendo conto che il tempo è prezioso

e non bisogna sprecarlo

 nell’ arrecare dolore nel clamore

che smarrisce le menti

al desiderio del cambiamento.

 

@Grazia Denaro@

Tu eri la mia ricchezza interiore

Ti cerco nell’onda
che erge, spumeggia
e s’abbatte sulla rena.

Ascolto il canto della risacca:
E’ il tuo respiro, la tua voce
che mi alita in volto
emanandomi la tua dolcezza.

Ti cerco in spazi di luce di grande splendore
e in cieli ardenti con cuore a te rivolto
che rinfranchino il mio petto
quando è colmo d’inquieto tremore.

T’immagino in un riflesso di cielo
che dona dolce estasi
rimandandomi il tuo volto
d’estrosa dolcezza che mi osserva con amore.
In quei momenti camminiamo insieme
ed io sento la tua mano nella mia
che mi accompagna
emanandomi i tuoi evanescenti tepori
di quando ti avevo vicina.

Tu eri la mia ricchezza interiore.

 

@Grazia Denaro@

In quel giorno d’aprile

 Fu il calore delle sue mani

in quel giorno d’aprile

a farmi emergere

quel moto di tenerezza.

 

Era una delle poche volte

che l’incontravo

ma capii che la sua voce

catturava la mia anima

come la rete a strascico

cattura i pesci.

 

L’attesa di ogni nostro incontro

era carica di un’emozione

fino ad allora sconosciuta:

Desideravo la sua vicinanza,

un’occulta melodia

mi attraeva

in una danza indefinita.

 

Era come aggrapparsi

all’argine d’un fiume

per non essere trascinata via,

ma allo stesso tempo

desideravo dimorare

in quelle acque

ambendo il loro scorrere

sul mio corpo arreso.

 

@Grazia Denaro@

Musica dolcissima e controcanto

 

Quando il disgelo scioglie la neve

di lì a poco meraviglie affiorano:

piume e stormi in movimento

che si rispecchiano nella luce

del blu intenso

riflettendosi nelle iridi:

 

finestre aperte verso l’alto

che dipinge sali-scendi e gridi

a scorrere sul filo

donate da coro di musicanti

che ondeggiano

ad ogni solfeggio d’aria e di vento.

 

Rinascita di nuovi germogli

in un risveglio di natura,

sotto un cielo fissato al lampo

dell’intensa luce

impreziosita da miliardi di sfere

e dallo spirare dolce

di zefiro tra le messi

in musica dolcissima

e controcanto.

 

@Grazia Denaro@

Di brama nella notte

In quelle notti silenziose

quando il sonno latita

ed i pensieri scorrono in un turbinio

affollando di confusione l’io

con calma cerco di tranquillizzarmi.

 

A volte per rassicurare me stessa

cerco una scala di suoni

che divengono carezza e sussurro del vento

che avviino ad un cammino di parole

dirette al cuore delle cose

che si desiderano chiarire.


E’ un arrovellarsi nel trovare la maniera

di cercare di dirimere il dissenso

riproponendo ogni giorno l’eco di un canto

con frecce scoccate dall’arco di cupido

che smuova l’intransigenza

ed alimenti il sentimento

in modo da toccare la radice

di colui a cui sempre porgo la mano

quando viene a cingermi

di brama nella notte.

 

@Grazia Denaro@

Sillabe prive di luce

L’ombra empia e malvagia
 
continua a compiere il suo crimine.
 
 
Ancora una disarmonia
 
di corpi inanimati,
 
 annientati e massacrati
 
sono caduti esamini
 
in quei viali in cui un tempo
 
si passeggiava sereni:
 
E’ stato il flagello
 
di un altro Venerdì Santo.
 
 
Ancora vite innocenti
 
a cui viene zittita
 
la melodia del respiro
 
iniettando a forza
 
il pungiglione delle ore azzerate
 
nella loro orbita di vita.
 
 
Sono sillabe prive di luce
 
queste atrocità
 
perpetrate da esseri striscianti
 
che un Dio di riferimento
 
non l’hanno mai avuto.
 
 
Belve prive di scrupoli
 
e mercenari assoldati
 
dal tiranno barbaro e immorale
 
che gode nello sterminare vite umane
 
e ogni barlume di civiltà
 
radendo tutto quanto
 
c’è di buono in quel paese martoriato,
 
esaltando l’annientamento
 
e la desolazione.
 
 
@Grazia Denaro@

Primavera Beffarda

Ci viene incontro
 
una primavera beffarda
 
di un vuoto torrenziale
 
colmato solo dall’angoscia
 
di una voce monocorde
 
declinata
 
alla solitudine dei suoni
 
in questo tempo delle ombre
 
in cui il gomitolo dei giorni
 
e la clessidra ristagnano
 
in un cerchio buio
 
di meste voci a cui guardano
 
occhi di sale e di paura
 
verso volti scavati e vilipesi
 
in queste ore arruffate
 
a scandire tenacia
 
e perseveranza
 
non volendo chiudere
 
l’uscio alla speranza
 
scevra, quest’anno,
 
delle bellezze
 
che la natura elargisce
 
come fiore di rinascita.
 
 
@Grazia Denaro@

Vergini aurore

Il mio animo
 
in questo tempo anemico
 
è come ascoltasse la voce del bardo
 
che gli prospetta presente
 
e futuro di costrizione:
 
 
stagioni adagiate
 
in una guazza melmosa
 
dominate da una notte perenne
 
in cui le ombre ristagnano a lungo
 
per luce caduta in un pozzo profondo
 
entro la cerchia di cose presenti
 
che silenziose non sagomano voci
 
di verità occultate
 
o ancora inerenti di un futuro lacrimoso.
 
 
L’uomo è quello di sempre,
 
tutto crea, tutto distrugge:
 
infingardamente morale.
 
 
Risorgerà la terra
 
d’erba rorida, di gemme e boccioli
 
e di primavera svelata
 
ora nella tenebra adagiata?
 
Risorgeranno albe rosate
 
di candidi gigli e vergini aurore
 
donanti pace interiore?
 
 
@Grazia Denaro@

In palpiti mi lavora

Il cielo color cobalto
oggi si rispecchia nel mio petto.

Mi commuove
lo stuolo degli uccelli
che garruli si inseguono
in asimmetrici voli.

Ammiro i cirri
che nella volta si rincorrono
disegnando strane figure
parlando agli occhi,
carezzano il cuore.

Mi sento un amanuense
a riportare
questa luce che avvolge,
l’ambrato splendore
ampliando orizzonti
di largo respiro
infiammando emozioni
ad elevarmi lo spirito
che in palpiti mi lavora.

@Grazia Denaro@

Risorgere

Giunchiglie in fiore

i tuoi occhi mio Signore

nel delta del tuo cuore mi rifugio.

 

Gonfia è l’anima mia

per ciò che hai subito,

per le pene che hai patito

ma l’uomo ha rimosso

il tuo grande sacrificio.

 

La vita eterna c’hai donato

a discapito

del tuo preziosissimo sangue.

Sento una voce interiore

che mi guida in silenti passi

convergendomi verso te

mia radice!

 

La notte è chiusa.

 

Finalmente arriva l’alba

che avvolge e bacia il mio viso

come apostolo di luce.

 

@Grazia Denaro@

Un tempo migliore


Dopo questo vissuto

incuneati nei confini del dolore,

abbracciati da un’ansia senza luce,

spero che quando tutto sarà finito

potremo vivere un tempo migliore.

 

Abbandonando la mestizia

c’incammineremo

adornati da spighe ed atomi felici

per sentieri che sfoceranno

in una valle di letizia

in cui la volta del cielo

sosterrà tutto l’azzurro

a dissolvere quelle tenebre

che ci hanno imbrigliato

tenendoci prigionieri

in questa nefanda

stagione della vita,

regalandoci, finalmente,

il sole e una gioia senza inganni

che gratifichi l’esistenza

sollevandola dagli affanni.

 

@Grazia Denaro

Ti parlerò di noi

Sempre adorna del tuo riflesso

che incornicia la mia memoria viva

come lo è sempre la natura

in ogni stagione dell’anno:

ti dico che ciò che ci lega

fino alla vertigine

al di là delle parole pronunciate

che sono memoria dagli albori

di quando gli sguardi s’intrecciavano

esaltando fremiti e sorrisi,

ancora oggi i nostri aneliti si fondono

in misure di mare e cielo

rispecchiandosi in un riflesso

che ci attraversa e c’illumina

opposto all’invasione della notte

e all’abbandono delle cose.

Ambiamo all’unisono

la complicità del cielo e del suo azzurro

e non abbiamo mai amato le nuvole

con le loro distonie.


@Grazia Denaro@ 

Tempo surreale


Un tempo sospeso

nello spazio di giorni surreali

che aggrovigliano e rodono le menti.

La razionalità

ha fatto posto alla paura.


Improvvisamente

la nebbia cancella il cielo

azzerando il verde della primavera,

i suoi profumi e i sapori

di un tempo non lontano.

 

E queste brume

che ci avvolgono ogni dì

nell’ascoltare notizie alienanti

non danno requie né luce.

Si cerca l’orizzonte amato

che scompare

nascondendosi nella precarietà

del vivere giorno dopo giorno

mentre la speranza cede alla paura

della conta di chi non c’è più

e della pace smarrita.

 

Si piegano tutte le stelle

sotto il peso del pianto

nell’attonito silenzio.

@Grazia Denaro@

Odore di zagara


Gl’intensi profumi della zagara

mi accompagnavano dappertutto

in quelle aspre contrade,

tutto era eccessivo lì.


Il cielo d’uno splendore abbagliante,

il mare un’immensa distesa blu

che a seconda del vento

diveniva dolce o arrabbiato.


Ricordo l’isola

che nelle primavere

era un effluvio d’essenze

di zagare, gelsomini

bouganville ed oleandri.


Ma l’odore della zagara

era emergente:

– amarognolo e pungente –

a sottolineare una primavera

avanzata e rilucente…

si percepiva ovunque l’olezzo

dei giardini in fiore

gli alberi erano adornati

tra il verde delle foglie

dal bianco lucore

di grappoli di perle profumate

o di bianche stelle

che stagliavano l’aria

come candido miraggio.

 

Di fiori d’arancio

fu il mio bouquet da sposa.

Quei fiori nivei con il pistillo giallo

furono il corollario di un divenire

di grande felicità.

 

@Grazia Denaro@

In quel rosato d’alba

In quel rosato d’alba
 
ho aperto la finestra,
 
ho sentito la primavera
 
nei canti e cinguettii degli uccelli
 
risuonanti dalla volta del cielo
 
soffuso di rosate striature:
 
 
pizzi pregiati, impalpabili
 
 
rispecchianti il rigoglio dei peschi
 
e dei ciliegi in fiore
 
nel risveglio della nuova stagione.
 
 
I sogni della notte riemergono ovattati
 
e pregni di dolcezza
 
nell’attesa del nostro incontro.
 
 
@Grazia Denaro@

Tu lontano

 Adesso

che sei lontano

precipito nelle ferite

dell’insonnia

a cui chiedo

se sia lo stesso per te.

 

Temo la quiete della casa

e il fragore cinetico

dei giorni dilatati

che conto freneticamente

affinché passino in fretta.

 

In questo marzo

che annuncia disgelo

e ridesta con il sole

non c’è musica

che mi accompagni

e silente è il tempo

per la mia anima.

 

 @Grazia Denaro@

Gusci vuoti

Fulgida luce

abbraccia il giorno

mentre un vento lieve

disperde nuvole leggere.

 

Osservo dalla finestra

strade deserte

avviluppate in un’aura silente

in cui aleggia profonda tristezza.

 

Fuori tutto appare come prima

ma è un tempo crudele

che rende ogni giorno gusci vuoti

a noi costernati ed impotenti

avendoci abituati, non senza dolore

a tenere aperto l’uscio

alla prospettiva

che di giorno in giorno falcia vite

incappate in barriere crudeli

atte a succhiare linfa

creando vuoti d’affetti

e di fisicità.

 

@Grazia Denaro@

Società alienata

Dalle falesie il piangere del mare

ci sale fino agli occhi.

Un’altra alba di ferro consuma di dolore

come la roccia presa a pugni dal vento.

 

Sull’ara dei ricordi s’immolano i giorni

non vissuti per la fragilità

priva di umano supporto.

 

Se quest’acufene cessasse il tormento

di questa società alienata,

infingarda e degradata

di questi  anni di vuoti a perdere,

di malattia sociale

si potrebbe tornare a respirare.

 

Ora anche il ferro e il fuoco urlano

annientando esseri umani senza pietà,

cancellando città

 scavando il vuoto a chi è fuggito

dalla sopraffazione

e dall’orrore quotidiano.

 

@Grazia Denaro@

Quel soffio che si chiama vita

Ogni mattina:

tu luce, tu parole

emanate

con voce da zefiro brioso

che agita i germogli

 in un profumo prelibato.

 

Arriva al mio pensiero

il tuo messaggio aereo

come una luce

che nasce nel candore

primordiale

ora che da lontano

misuro la distanza

della tua voce

e della tua parola

che tanto ambisce udire

la mia anima sempre fluttuante

al seguito della tua orbita

 da cui respira quel soffio

che si chiama vita.

 

Grazia Denaro

Di luce respira il giorno

Di luce respira il giorno
 
nella carezza dell’equinozio
 
notte e dì equamente divisi
 
plasmati nel contesto della natura,
 
nel profumo dei fiori urlanti i loro colori
 
tra il verde dell’erba.
 
 
Ali in volo e trilli di uccelli
 
in canti e richiami
 
salutano la nuova stagione
 
nello splendore del sole
 
allietando i passi dei giorni.
 
 
Passeggio tra i viali della città
 
leggera e col cuore colmo di letizia,
 
tutto è luce, tutto mi sorride.
 
Non penso alle cose perdute
 
ma apprezzo ciò che ho salvato:
 
gli affetti, il candore delle cose minute
 
divenute ora importanti.
 
 
Oggi il suolo s’accende al cielo
 
scevro di nubi
 
riflettendosi in un chiarore lucente:
 
è un inno che sento vibrare nell’anima!
 
 
@Grazia Denaro@

In controluce

 

Le nostre strade

non hanno più segreti.

 

Respiro e vivo

con la tua intensità

che si può trovare

sulle pagine dei giorni

segnati col segnalibro rosso.

 

A volte si pensa di andare in giro

per piccole storie,

incerte mete,

intimità provvisorie

e invece si trovano meraviglie

da gustare

come il sapore delle more

e ciliegie rosse d’assaporare.

 

Il sentire sul tuo corpo

l’odore del mondo intero

che si scuce

è una carezza che mi ritorna

in controluce.

 

@Grazia Denaro@

Soavi Melodie

Meditazioni preziose
 
della mia solitudine i cieli randagi
 
come il mio passo che li inseguiva
 
fin sull’altopiano lunare
 
dei sogni ad occhi aperti
 
con i pensieri che andavano
 
con la forza del vento.
 
 
L’improbabile dentro me
 
mi seguiva sempre
 
ma non annullava la speranza
 
di un probabile incontro,
 
un avvicinamento
 
che avrebbe riacceso l’incanto
 
di poter salutare con mano amorosa
 
il suo arrivo.
 
 
Avevo costantemente
 
il suo viso in mente.
 
Ciò alimentava forti emozioni,
 
era come se un flauto interiore
 
mi suonasse costantemente
 
soavi melodie.
 
 
@Grazia Denaro@

Gioielli Rubati 204: Felice Serino – Chiara Marinoni – Daniela Patrian – Silvia Vezzani – Katerina Agyioti – Grazia Denaro – Filipa Moreira Da Cruz – Enzo Bacca.

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Il mare era una favola
.

non vorrei più uscire da questa
dimensione eppure basterebbe
come altre volte
stringere forte gli occhi e…

ma voglia non ne avevo – poi giocoforza
mi ritrovai quasi deluso nel mio letto

avevo lasciato un mare che era
una favola
un’immensa tavola
imbandita per i gabbiani a frotte

.
di Felice Serino, qui:
https://questallumaredanima.wordpress.com/2022/07/01/il-mare-era-una-favola/
.
*
.

Ci sono giornate
che ti passano accanto
come monunenti antichi
con pezzi di mosaico ai piedi;
girando l’angolo è un’altra giornata
silenziosa, con dentro tutto
il bello e il brutto.
Le ricordo
e ogni tanto cade un pezzo
poi ritorna.

.
di Chiara Marinoni, qui:
https://chiaramarinoni.wordpress.com/2022/06/11/6542/
.
*
.
Lato B
.
Un uomo e una donna
si siedono ai bordi di un campo, di solo erba
si guardano negli occhi in silenzio,
Lui ,con il braccio
circonda la vita di Lei,
lei appoggia il capo sulla spalla di lui,
i loro cuori sono emozionati,
si riconoscono dai battiti,
il prato si riempie di fiori,
senza logica,
nell’aria un profumo d’immenso.
.
di Daniela Patrian, qui:
https://www.facebook.com/groups/855386975014790
.
*
.
le terrazze sul mare
si assomigliano tutte
quando passano gli sguardi da lì
nel primo pomeriggio o anche verso sera
sembrano sale d’ aspetto
di vecchie stazioni abbandonate, ultima periferia del cuore ,
dove non c’è mai nessuno
ma capita quell’ istante sorpreso
dove si affollano gesti e parole e volti di passaggio
che sembrano partenze e arrivi senza sosta
ad ammirare paesaggi senza tempo tra
piccole mani che si salutano da lontano e si perdono senza sfiorarsi mai
.
poi tutto sparisce dentro nuvole improvvise e mani e visi che come uccelli in volo nel dolce migrare, farsi stormi e accozzaglia di corpi, senza più capire da che parte andavano quei tuoi occhi che volevano vedere e guardare lune e astri tutta la notte e anche di più.
già si vedono nuovi chiarori e il tempo che sta per cambiare, forse, in tempo infinito.
.
di Silvia Vezzani, qui:
https://www.facebook.com/silvia.vezzani.1?comment_id=Y29tbWVudDoxODM0ODAxNjIzNTE3NDYxXzQ1MDk3NDMxNjg1OTc5NQ%3D%3D
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Non combineremo nulla

Non combineremo nulla. La vita
vuol dire soprattutto riposarsi dopo il lavoro cazzeggiando su internet e davanti alla tv.
Ogni tanto succede qualcosa che elettrizza l’esistenza e insieme la sprofonda nel lutto.
Non agitarti. Prima di dormire
pensa a certi paesi come l’Islanda, freddi, con l’acqua nera che scintilla.
Prima di dormire pensa alle montagne
dove passano tutta la notte
dentro il buio.

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di Katerina Agyioti (traduzione Massimiliano Damaggio), qui:
https://rebstein.wordpress.com/2022/06/12/3-di-katerina-agyioti/
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Il sogno
.

A volte la notte
si schiude al sogno
e della sua dolcezza il cuore nutre.

I sensi invade di dolce sentire…

sono visioni che l’essere nutrono
e l’incanto pervade a placare la sete
sono respiro stimolante
a saziare l’anima anelante.

Il tempo si ferma in un non tempo
che la vita pare rallentare
ma dona gioia e nutrimento
all’ego che l’accoglie
e l’abbraccia dolcemente.

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di Grazia Denaro, qui:
https://graziadenaro.wordpress.com/2022/07/04/il-sogno/
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Nido d’aquila
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La stessa lancia
che mi ha attraversato il corpo
senza danneggiarlo
ha raggiunto violentemente il tuo cuore
diventi la mia liberazione
e non più il mio rimorso
il tuo universo rifiuta la sofferenza
come un gigante si addormenta
sotto la luna piena
i pezzi si riattaccano
a poco a poco
con un battito d’ali
Voli via
Fuggo la mia disperazione
Ahimè, ti aggrappi alla tua sfiducia.

.
di Filipa Moreira Da Cruz, qui:
https://demalinhapronta.wordpress.com/2022/07/06/nid-daigle-2/
.
*
.

ornai con gli occhi

a carezzare il mare la mia terra

e lì rimasi – farfalla –

tra scogli e cielo sospeso cent’anni,

forse mille nell’istante d’abbandono.

Tornai così – fanciullo – a eterno latte,

alle meraviglie d’innocenza

ai giochi assaporati sulla sabbia.

La casamatta del primo nascondino,

le conchiglie, dono di Nettuno,

i gigli selvatici sulle aspre dune.

Sognai, chino alla terra, Dio implorando

un mondo sereno, pieno d’azzurro

universo di pace, senza guerra.

Dio rispose mostrandomi una croce,

magnifica, alta, conficcata nel cuore.

Tornai alla luce lieto, alla speranza.

.

di Enzo Bacca (estratto da “Azzurro approdo”), qui:
https://www.facebook.com/lorenzo.bacca.3