Fiaba d’amore

 

La luce cristallina

d’un mattino d’inverno

ci trova insieme

tra le ore dischiuse

ad accogliere il giorno.

 

Vitalità si sparge ancora

nella tenerezza dei nostri abbracci.

 

Con mani avvinte

raccogliamo sogni

sfolgoranti polvere di stelle

che abbracciano le pieghe del cuore.

 

Dal verde ammantato di neve

un messaggio arriva

dalle fronde inanellate

che c’invitano ad intrecciare ghirlande

con bacche ed arbusti colorati

da offrire al giorno che avanza

nella luce benedicente del cielo.

 

@Grazia Denaro@

Digiuni d’amore

Una luna splendente
sovrasta maestosa la valle
ammantata di bianchi fiocchi di neve
che incontaminati riflettono
il loro candore al cielo.

 

 
In questo biancore lattiginoso
dove incombe il silenzio
la mia anima s’acquieta e si dona pace
dalle incertezze e dalle ansie
che spesso la sovrastano.

 

 
Ci furono giorni colorati d’allegria
 e di sentimento
che dirigevano i miei passi
verso le cime  innevate
che vivificavano il respiro
e di notte
accompagnavano il mio sonno
 come coltre fatata.

 

 
Quando il sole tramontava
e la neve cadeva,
assaporavo sempre la beatitudine
perché scevra di digiuni d’amore.

 


@Grazia Denaro@

L’apoteosi della bellezza

 

Oggi l’azzurro del cielo

s’espande nell’aria come in quei giorni

in cui l’aria è cristallina e gentile.

Non sembra inverno

con questa volta così scevra di nuvole

ma chiara e luminosa.

 

Assaporo questa tela preziosa

intessuta da fili invisibili

che vengono da lontano

donando emozioni e sensazioni

che fuoriescono dal mio io gioioso.

 

Ho le mani fredde ma rifulge il cuore

per quel flusso incessante

che come le onde mediane

m’accompagna nel percorso dei giorni

ad affrontare il mio ciclo vitale

a rinnovare i germogli

dai tronchi potati

riaprendo quell’uscio

a volte socchiuso

ma mai serrato,

che come l’onda del mare

torna a lambire la battigia

in un perpetuarsi d’essenza

che può definirsi apoteosi della bellezza.

 

@Grazia Denaro@

Così io sogno l’amore

Piccola grande stanza

d’emozioni s’ammanta

col rimando di tutte quelle allegorie

dipinte sulla volta e alle pareti.

 

Giro gli occhi ed ovunque vedo

scene d’amore sensuale,

mi suggestionano gli occhi

ché mi riempiono l’anima

di richiami vagheggianti d’antiche voci

d’amori ancillari libidinosi

in pose flessuose

che espongono corpi formosi.

 

Persa nell’universo

di quel soliloquio d’anime denudate

mi sento smarrita ma aderente ad altra vita…

 

i miei sogni più belli dormono

sotto l’ombra delle mie ciglia,

hanno la dolce inclinazione d’ali bianche delicate

volteggianti in un azzurro cielo

e la levità d’una farfalla che vola di fiore in fiore

e dona la carezza del suo tocco magico

ad illanguidire il cuore.

Così io sogno l’amore.

 

@Grazia Denaro@

Nuovi orizzonti

Fu il vento caldo

di quella natura incontaminata

a trascinarmi

col suo ammaliante canto

dentro un groviglio d’emozioni:

– un languore –

che mi cinse d’assedio

e m’avviò verso quel sorriso,

verso quello sguardo…

e fu come un bagnarsi

nel blu di nuovi orizzonti.

 

Fu un destino

di travolgente passione

a condurmi

nel biancore e nella luce

dell’aurora

dirigendomi in nuovo mattino

nel profumo e nel tremore

di un’aura rovente.

 

@Grazia Denaro@

Anche l’inverno potrebbe essere primavera

Sento il cuore ghiaccio

quando per le strade

osservo esseri indifesi, straniti

abbandonati al loro disincanto

di sorrisi senza luce,

esclusasi dalla vita reale,

i loro occhi sono spenti e rivolti al nulla.

 

Gente

che avrebbe bisogno di una carezza

di un caldo abbraccio

per non sentirsi più sola.

Aiutarla dovrebbe essere un atto di fede

che andrebbe fatto da persone di buon cuore

ma anche dalle istituzioni.

Dovrebbe essere cosa buona e giusta

sopperire alla disperazione ed al disfacimento

di vite in balia della stanchezza e dell’abbrutimento

ormai scevri dalla voglia di lottare e di risorgere.

 

Accoglierli nel nido dell’umanità misericordiosa

sarebbe cosa buona e giusta

come declama il Vangelo.

Se solo gli occhi scrutassero

i respiri del prossimo che ogni tanto

s’incrociano per le strade…

anche l’inverno

potrebbe essere primavera!

 

@Grazia Denaro@

Pensieri

L’incertezza si attutisce

come sempre incamminandosi

e camminando vedere

che il muro non è imbattibile

né la tormenta definitiva,

che un altro sole

verrà dopo il freddo

ad illuminare le stanze buie

e che non sempre sono i passi

a farci inciampare,

che anche la pena si beve

e la felicità passa,

che non ci sono sogni

o incubi eterni

e l’eredità che lasci

è la profondità con cui ami.

 

@Grazia Denaro@

Nell’aria dei cieli tersi

 

Quel silenzio che si riflette

in quelle sere offuscate dalla bruma

rabbuiando prematuramente la luce

non profonde né rugiada né canto

alla nostra anima

lontani come siamo dai gioiosi mari

lasciati nei ricordi degli anni

che s’affacciavano

sopra i raduni degli imbarcaderi.

 

Dove viviamo adesso

c’è il sibilo del vento

che dopo il gran bisbiglio d’oro

cade sui monti singhiozzando

in una tonalità che non rincuora.

 

E quando s’incontra una fonte

che scroscia cantando argentina

risveglia i tempi lieti

di cui si sentono con nostalgia

gli echi di amate voci

volate via

nell’aria di cieli tersi.

  

@Grazia Denaro@

I giorni bui

Dei giorni bui

non resta che la luce

filtrata dallo sguardo

verso il cuore

tamburellante e sordo

come ingenuo primitivo

strumento di dolore

a intorbidire vita

 scacciando serenità

 dalla nostra visualità.

.

Un dolore che inquina l’anima

con la sua musica caotica

oscura, elementare:

 

indecifrabile richiamo

 d’antichi  e inquietanti rituali ripetuti,

pregiudica dolcezza al nostro vivere

ammantandoci di tristezza

che risuona sordo e preponderante

perfino in certe notti

da arrivare fino al mare.

 

@Grazia Denaro@

Voragini

Voragini interiori

per noi poveri mortali

scavate dal Governo dei Migliori.
Subbugli enfatizzati in ogni settore

vengono taciuti

o esaltati dai media politicizzati.

 

Preda di paure vere

è essere governati

da tali insulse cere

in un inferno quotidiano

che brucia le vicine

ed ambite primavere.

 

E’ una farsa la politica di oggi

e lo scorrere  degli venti

che nulla di promesso

ha portato a compimento.

 

Un golpe bianco

in piena pandemia

ha messo in ginocchio

un paese intero.

 

@Grazia Denaro@

Musica irreale

Da dietro una porta chiusa

udii una musica irreale

quasi angelica.

Quel suono era il suono di un’arpa.

 

Aprii piano la porta

e vidi una splendida ragazza

con dei capelli meravigliosi

e un incarnato eburneo

seduta su uno sgabello,

che muoveva le sue bianche dita

producendo un’armonia divina.

Suonava per il convento

accompagnando

la funzione vespertina

tra nuvole d’incenso e cera.

 

Dei sussurri mi fecero capire

che di lì a poco

sarebbe stata consacrata a Gesù

con una cerimonia solenne

e commovente.

 

Mi sentii commossa ed emozionata,

non avevo mai assistito

ad una cerimonia di una novizia

che sarebbe divenuta la sposa di Gesù.

 

@Grazia Denaro@

Carezzevole luce

Stasera i tuoi occhi

sono lucciole:

ti osservo

e penso che il tuo sguardo

mi rapisce ancora

come il primo giorno

che ti vidi.

 

Una pace mi coglie

alla tua vicinanza

inanellando il mio presente

al sogno da sempre ambito.

 

Ebbra delle tue parole

_ pagine di muschio _

a cui rimango appesa

con il mio respiro e il mio origliare

ad una sinfonia:

carezzevole luce che mi rapisce.

 

@Grazia Denaro@

Evanescenze

Falcate gaudenti

di un tempo

oggi piccoli passi

catturano il presente

per breve cammino

incorniciato

da un vivere dilavato

in cui non scorrono le ore.

 

Ad attutire

la cupezza del cielo

qualche ricordo lieve

ed evanescente

di un tempo andato

dipinge l’oggi incolore.

 

Le notti illuni

non emanano più l’argento

ad ingioiellare i sogni

della verde età.

Ora solo ombra e confusione

l’onirico regala

alla mente obnubilata.

 

@Grazia Denaro@

Canto aulico

 

Profumo d’incanti

dietro le tue finestre

muore tra nebbia fine

il giorno.

 

Nella penombra sei sola

e ti assale la nostalgia

a colmare l’anima

di quella dolcezza

e forza antica.

 

È un tremare dentro

l’emozione che ti riporta

a quella vita arcaica

presso al tuo grembo

come zolla al sole,

strumento di rigoglio

che attraverso ogni tua vena

schiude la vita.

 

E’ questo il canto aulico

che batte dolcemente

e con forza eccezionale

a dare valenza

allo sbocciare del fiore.

 

@Grazia Denaro@

Nuovo anno

L’anno vecchio ci saluta

lasciandoci inqueti tra percezioni confuse

regalandoci mille domande sul divenire.

Ci accompagna alla porta,

relegandoci in determinati perimetri

limitanti la nostra libertà e le nostre certezze.

 

Vorremmo che il nuovo anno

 ci regalasse azzurri cieli,

respiri vibranti di certezze

per il tempo a venire,

notti stellate scevre di carta carbone

a non intorbidire gli anni incombenti.

 

E’ dura la vita

quando non ti accompagna con garbo

anzi contrasta il tuo andare armonioso.

Bisogna farsi forza, allenare i muscoli

per affrontare con impegno

questo nuovo anno che pare tutto in salita .

 

Mangeremo le lenticchie,

magari faremo festa anche senza voglia,

ma dovremo accogliere il nuovo anno

nel migliore dei modi,

con il proposito di essere positivi.

 

@Grazia Denaro@

Quel sentiero

 

In quel sentiero

di sangue e spirito

che attrae il pensiero

In deviazioni di luna e cuore.

 

Tesori nascosti

al fuoco del giorno:

gherigli di parole

esaltanti pelle e brividi,

sono flebili luci

che gridano emozioni

soffiate nell’anima in volo.

 

I sogni

nuvole di poesia

scritti dentro

cieli immensi

a bruciare l’eterno

nei silenzi della notte.

 

@Grazia Denaro@

Quest’aria scialba e disadorna

In quest'aria scialba e disadorna, Pesia impressioni.

Questo cielo grigio piombo

scevro di stelle

cadute in un pianto assiderato

ci lascia nel buio più profondo

di un tempo sospeso sulle argille

a decretare solitudine e mistero

su ciò che verrà.

 

Fuggiti i giorni belli

di un passato da rimpiangere

ma da non pensare troppo

per non soffrire al loro ricordo.

 

Non si sente più

 la bellezza del silenzio

che accompagna

i bei pensieri

e neppure il suo fiato

gioioso e profumato

abbracceremo più

in quest’aria scialba

e disadorna.

 

@Grazia Denaro@

Un perdurare eterno


Ti osservo dormire
con lo stesso incanto
con cui si osserva la luce
che si apre all’azzurrino del cielo
nella folgore incantata del mattino
e con la commozione che si prova
quando l’anima è innamorata
o come nel vedere lo schiudersi
una rosa di gennaio.

Sento lo stesso ardore
che ha il fuoco
che divampa divorando i desideri
poiché nello scorrere della pelle
migliaia di parole in stupiti mulinelli
trasmettono all’elettrico del cuore
un rivelato tutto
nell’intensità che irretisce i sensi
in un languore
conducente alla gioia della vita
colma di quegli attimi
simili al perdurare eterno.

@Grazia Denaro@

Fiammelle d’infiniti desideri

Cosa rimane di noi

se i nostri giorni divergono

e i nostri venti si disciolgono

sparpagliandosi

disperdendo

le sementi che abbiamo curato

e non ci sono nuove fioriture?

 

Cosa rimane di noi

se abbiamo chiuso nel bunker

ogni emozione

e se il mio petto giorno dopo giorno

non incamera più

quelle fiammelle accese

atte a far vibrare di passione il fiato?

 

Apro lo scrigno della memoria

per ricordare i momenti di grande felicità

che m’incitano a non mollare mai

spronandomi

a percorrere quei passi miracolosi del cuore

che accorda melodie di magici riflessi

atti ad imbrigliare la luce di cristallo

che eleva al cielo quel fulgore che illumina

riaccendendo pensieri arditi:

– fiammelle d’infiniti desideri –

 

@Grazia Denaro@

Questo rosseggiar di foglie

A questo rosseggiar di foglie

si rispecchia la mia anima…

 

questo tralcio d’autunno

la infiamma vestendola,

d’infiorata poesia

per la stupenda perfezione del colore

degli elementi d’attorno, delle bacche

e degli aromi conosciuti

adagiati al margine di questo tempo

che è cambiamento di stagione

e di vita vissuta.

 

Tutto arde

sotto il manto azzurro del cielo

e come fiamma prigioniera

accende tumulto di emozioni

di gioia remota e dolore strisciante

che langue dentro le arterie.

 

Si fa mesto l’io nel rimembrare il dì

in cui il vile gesto della luce

si fece ombra e crepuscolo

per noi due.

 

Grazia Denaro

Quel filo rilucente

Ascolto il gran silenzio che mi circonda
ed i miei pensieri divengono aerei
vicini al cielo:

oggi prediligo la solitudine
e nella leggerezza che sento
azzurri scorrono i desideri
carezzati da un vento interiore
che mi incita
per strade e sentieri inesplorati
con l’ansia di frugare
tutto ciò che attecchisce e avvicina
alle cose origliate
alla madre splendente e vivida natura
che parla con lettere celesti emozionali:

– trame sottili di pensieri gioiosi e puri –
in cui risplende quella fiamma necessaria
alla vita a cui ci ancoriamo.

Rivedo i miei capelli al vento
e quel tempo delle corse sui prati
col sole sulla pelle
raggiante nell’aria splendente.

La risaia d’argento gorgogliante
mi risplende ancora negli occhi
riempiendo tutti i miei pensieri
facendomi smarrire nel voler districare
quel filo rilucente…

@Grazia Denaro@

L’attesa

Quasi leggo
sulle tue labbra
il tremore delle tue dita
che tendono
accarezzare dolcemente
le mie valli
mentre dal tuo profilo
traspare il desiderio
nei movimenti languidi
impregnati da aromi
coinvolgenti
che attraggono in un’intesa
che diviene via via più pressante.

Odorosi e timorosi
il tuo corpo e il mio
adagiati in una musica
esondante dai nostri respiri
fruscianti come seta
fanno largo a un gorgoglio
di risacca suadente
che s’invola verso il cielo
ed abbraccia come fa l’onda
nel momento in cui
accarezza la battigia.

@Grazia Denaro@

Parallele

Musica misteriosa

al di qua del cielo

nel suo fluire

tocca i nostri universi

ormai eternamente divisi

da un vento perverso

a  scompigliare

il nostro intersecante andare

come foglie caduche d’autunno

che un lieve alito di vento

fa morire.

 

Siamo parallele ormai disgiunte

viaggianti senza risentimento

e senza gioia

che in un mattino siamo nati

e la sera ci siamo spenti

divenendo tempo senza memoria.

 

@Grazia Denaro@

Strenua radice


Questa luce chiara il suo riflesso acuto
in questo autunno rifulge negli occhi
e mi accende nuova vitalità.

Riflessi ocra e rossi delle foglie degli alberi
sanguinanti scintille in flessuose movenze
d’incauta bellezza catturati dalle spire del sole
che indugia in questa stagione clemente
a rallegrare i corsi della città.

Io attendo te
che ti sei rifugiato nella gloria dell’esilio
nella tua contemplazione interiore
del nuovo sapere e del disvelare icone mute.

Finisterre ti ha rapito, tanto sei distante:
hai costruito un muro di lontananza
che separa i nostri giorni.

Sei solco, sei terra ed anche seme
che ha da essere fecondato.

Non vivere i giorni solo dietro chimere
seppure di alta spiritualità
ma vivi in armonia simbiotica
la luce del nostro tempo.

Sappi che io aspetto te come strenua radice!

@Grazia Denaro@

Flusso vitale

Dall’afflato di questa notte

rimane la dolcezza di quest’alba

che di te m’attrae ancor di più.

 

La tua voce ambrata

come i primi giorni d’estate

è l’essenza che mi possiede

interiormente.

 

Spenta la luna nelle sere illuni

sarà la tua anima ad accompagnarmi

illuminandomi il flusso vitale

con la sua aulica luce.

 

Sarai il mio universo,

ogni raggio di sole, ogni bagliore,

il profumo della pioggia,

la carezza del vento

e il vero regalo della mia vita.

 

@Grazia Denaro@

 

Ciò che di te non c’è più

Quello che di te non amavi

l’hai ucciso.

 

Eri il fiore fiammante

del cactus di montagna:

aridità e fuoco

che mai ti rinfrescava.

 

Pietra e cielo

avevi ai piedi

e a alle tue spalle

e non scendevi mai

a cercare sorgenti.

 

In sollecita resina

indurivi la voce

per non cadere preda

di mani voraci.

 

Come l’aquila

sei volata via

senza lasciare traccia

del tuo passaggio,

soltanto aria smossa

che non ha colmato il vuoto

di ciò che di te non c’è più.

 

@Grazia Denaro@

 

Una beltà suadente m’irretisce

Nel silenzio, all’improvviso,
sento un canto antico
venir giù dalla valle,
varca il nostro tempo
la sua purezza languida e soave.
 
Il petto mi s’inebria
d’essenza e d’ascesi
e un brivido di dolcezza
accarezza la mia pelle.
 
Sento una melodia
cantata da aule voci,
forse di cori d’angeli
discesi in girotondo
dall’apogeo illuminato a festa
ornati di rose profumate
attorniati da arbusti
colmi di biancospino
e tutti gli alberi del verde crinale
lì a rendergli omaggio.
 
Una beltà suadente m’irretisce,
un celestiale profumo m’invade
come limpida brezza
ed io mi sento così attratta
dal celeste evento
da non sentire più
la terra sotto i piedi.
 
@Grazia Denaro@

Scoscesi crinali

E’ pur dolce il ritrovarsi

per contrade sconosciute

da visitare lentamente

indugiando

su discorsi sottovento.

 

Poi seduti

a quel desco che aspetta

chiarimenti di situazioni

precarie e mutevoli

che avviano a scoscesi crinali,

l’animo reagisce

come onde

di un mare inquieto

mentre il cuore

ritorna alle sue piene

di mute e interminabili

speranze e delusioni

che sfiancano interiormente.

 

Sono momenti

che non concedono

bisbigli né tenerezze

ancor meno concetti

mutevoli e sfuggenti.

 

@Grazia Denaro@

Un vagare senza fine

Vengono da lontano
hanno percorso

 grande cammino.
 
 Vagano tra frontiere   
nel cuore dell’Europa
 in paesi non più accessibili
 da muri di filo spinato
e da agenti pronti a sparare
chiusi tra angusti corridoi
incuneati
tra una frontiera e l’altra,
cercando una via
che li voglia accogliere,
un paese
che non neghi loro
 richiesta d’asilo.
 
Ma il Vecchio Continente
stanco
di subire quest’esodo immane
di gente che continua ad arrivare

dal continente africano
o Mediorientale ha detto basta!
 
Ha deciso di non accogliere
più gente
che passivamente
abbandona il proprio paese
senza combattere
per riconquistarlo.
 
L’esodo continua in un vagare
senza fine 
mettendo in difficoltà
i vari paesi Europei
che in un rigurgito d’opposizione

hanno deciso di cambiar rotta
sull’accesso
indiscriminato
di questi popoli inermi.
 
@Grazia Denaro@

Spero

E all’improvviso
mi sento immersa nel silenzio
dei sopravvissuti
in quei momenti in cui il buio
appena rotto dalla crepa di luce
subito si ricompone.

Mi sento l’animo assiderato
dentro il cerchio del tempo
che mi stringe e mi blocca
non lasciandomi libertà di respiro,
di luce, e colore:

solo nero presenta l’orizzonte
nell’attesa che la pioggia scenda
a dilavare la paura
e disperdere quella nebbia
che paralizza le fibre vitali.

Avrei solo voglia di rivedere
l’azzurro apogeo che scacciasse
tutte le ombre che m’opprimono.

Noto sfalci d’erba verde
che resistono 
all’autunno inoltrato:

spero sopravvivano
al gelido inverno…

@Grazia Denaro@

Nel profumo del grano maturo

 

Se l’arbusto del tuo cuore

s’intrecciasse

in un serto di rami  fioriti

e profumati al mio

sarebbe dolce

il sentimento d’amore.

 

Sublime

 essere nel cerchio tuo fatato

che m’avvolgesse al tuo desio.

Sentire la magia

dei tuoi occhi neri di velluto

che m’accarezzassero l’anima

in una pioggia di sguardi

che annaffiassero i miei.

 

Se la clessidra del tempo

 si fermasse al momento

in cui annodassimo i nostri lacci

per un’eternità di vita

e la dolcezza del momento

ci facesse volare per altri mondi

accompagnati

da una musica immortale,

la felicità esploderebbe

fino a toccare il cielo blu

 in una serenità di gioia ed amore

  nel profumo del grano maturo

 scaturito

da ogni nostra parola.

 

@Grazia Denaro@

Nei passi stanchi della sera


Brumoso e liquido il mattino
si risveglia piangente
sulla terra e sull’acqua del fiume
che scorre lentamente.
 
 
Il mio cuore s’offusca 
ed è opprimente il peso del dolore
che deve sostenere
e nulla di te riesce ad intravedere.
 
Un altro giorno d’attesa,
di vana speranza
mentre non tutto torna alla mente
del rigoglio di vita vissuta,
della gioia avvolgente del nostro cammino
che ha smarrito quel limpido sentiero.
 
Ora nuvole incombono sul mio petto
dedalo d’assenza da cancellare
ma è difficile la via giusta da imboccare.
 
Ovunque ti cerco
mia alba che risplende di luce
e m’infiora con i colori dell’aurora,
ma che non intravedo
nei passi stanchi della sera.

 
@Grazia Denaro@

Amore venduto

Tu farfalla innocente
 
nel tuo decentrato volo
 
non trovi mai fiori ma ortiche,
 
cerchi di suggere quel nettare
 
né puro, né dolce che spesso ti nausea
 
ma che per non morire
 
devi tuo malgrado ingerire.
 
 
 
Farfalla ch’esplori sordidi sentieri
 
volando in cieli infimi e perversi
 
sopravvivi in discariche maleodoranti,
 
non respiri aria pura
 
e non segui mai la scia del sole fulgente.
 
 
La notte vivi in laidi gironi
 
accostandoti ad anime impure
 
che contaminano sprezzanti
 
le tue fragili ali
 
macchiando levità e leggerezza
 
per un amore venduto.
 
 
@Grazia Denaro@

Il canto del tempo

E’ stato un grande sogno
 
vivere quegli anni
 
nella casa antica
 
che non c’è più.
 
 
Furono anni vissuti
 
in uno specchio
 
che rifletteva la gaiezza del cielo
 
nel cammino
 
effervescente di una strada
 
irradiata dal manto giallo
 
agognato dai nostri cuori
 
assaporando la luce
 
di albe carezzate
 
dai venti delicati dell’est
 
e ridendo in un modo gioioso.
 
 
Oro, perle, ametista
 
riverberarono quei giorni
 
nel chiarore e nei profumi
 
dei fiori di nardo, di biancospino
 
e rose purpuree
 
in un canto melodioso, dolce e fremente
 
di umide ciglia, pelle e calore,
 
poi, si fece sera senza scampo
 
in cui un fuoco accidentato ed invasivo,
 
alimentato da un vento furente
 
spazzò via verso il nulla quell’armonia.
 
 
@Grazia Denaro@
Dedicata a I

All’infinito

Vivo la vita

in fasci di luce

e tristi penombre:

 

altalena in cui sento la carezza lieve

delle messi della terra,

il dondolio dell’onda

che tra due blu infiniti avanza

e di sole ricoperta e risplendente

a colmarmi il cuore

anche quando il vento da lontano accorre

recando i pollini dei fiori ed altri effluvi

e tra i miei spazi sono soddisfatta

del vivere il sogno realizzato.

 

A volte giaccio tra vuoti bui

in mancanza di orizzonti

coperti da opachi veli,

la mia anima si concentra

in un farsi sera senza scampo

apparendomi che il senso della vita

sia questo solo,

ma mi rinfranco

volgendo lo sguardo al passato

vissuto appieno.

 

So che i passi dei giorni

sono creta duttile

e plasmabile all’infinito…

 

@Grazia Denaro@

I ricordi e i respiri

 

Fonte purissima

che sgorghi dalla roccia,

tu che hai spillato la goccia

che si nutrì nel caldo ventre

fino a divenire essere vivente,

essere di carne e sangue,

d’essenza astratta

che governa tutto l’esistere

con impulsi soffusi e segreti

ad impregnare l’interiorità

di sensazioni belle e gioiose

o umbratili e misteriose.

 

Quella goccia

ha fatto tanto cammino,

ha dissetato petali e fiori

virgulti e nuove fioriture

sotto forma di rugiada,

donando nuova linfa

ad altri esseri belli

e splendenti

come la luce del mattino

rischiara il cammino

arcano dell’io

dove son serbati i ricordi

e i respiri più puri della vita.

 

@Grazia Denaro@

Orienti luminosi

E’ l’imbrunire

di una sera come tante,

osservo da dietro i vetri

che la vita scorre con dinamismo.

 

Sono stanca del mio torpore

e dell’inedia che mi pervade,

capisco che devo riannodare

i lacci dell’esistenza

inondandomi di luce senza freni

e fare incetta di carezze di gentili brezze

a corroborarmi il respiro.

 

Immergermi

nel rigoglio della natura

assimilando i suoi profumi di madre

donante riporto gioioso.

 

Girare pagina e uscire

da questo stagnante limbo

che mi consuma lentamente.

 

Scriverò di orienti luminosi

distesi nell’azzurro.

 

@Grazia Denaro@

I nostri silenzi

Un muro contro muro i nostri silenzi,

da gelare un’anima trepidante.

 

E’ un alfabeto muto il nostro dialogare

da non coinvolgere gli sguardi.

Se solo guardasse i miei occhi

si accorgerebbe della tristezza

che in essi alberga.

 

Questa per noi

è la stagione autunnale

che attacca le foglie prive di linfa

strappandole dai rami

e lasciando gli alberi spogli.

 

Il suo sentimento

non ha più nulla di vitale

è un tirare avanti per inerzia,

una barca che va alla deriva

senza lottare.

 

Mi chiedo ogni giorno

che senso ha

il mio voler perseverare

nel tenere in vita

un albero ormai inaridito…

 

@Grazia Denaro@

Tra le brume dell’oblio

Anelo la luce dell’anima

in un tocco soave e leggero.

 

Non pretendo

l’immensa promessa

del tuo cielo a livello del grano

o potenze da farmi infiammare

e non imploro prati di musica

che il cuore fanno esultare.

 

Basterebbe solo il tocco felice

dei tuoi occhi ridenti nei miei.

 

E’ da tanto che mastico tenebre

e la gioia non so più imparare.

Dopo anni confinata nel deserto

la linfa

non irrora più il mio petto.

 

L’amore silente

è un orizzonte che si estingue,

come un cielo avulso di luce

si smarrisce tra le brume dell’oblio.

 

@Grazia Denaro@

Lo scorrere delle tue giornate

E sei sempre lì

nello scorrere delle tue giornate

pregne di tormenti e sensazioni

che adombrano la vita.

 

Una vita vissuta a doppio binario

di speranze e delusioni

che ti azzerano il coraggio

nel prosieguo del cammino.

 

Sfioriscono i tuoi giorni,

 svanisce la gioia

nel gemito del vento.

 

Spente sono le fiamme

della tua giovinezza,

dell’osare andando oltre i desideri

salutando le nuvole allegramente

 con gli occhi pieni di speranza

verso l’azzurro apogeo

non avendo mai paura della pioggia,

anzi, affrontandola con coraggio.

 

@Grazia Denaro@

Sotto la croce del sud

Pensieri colmi di nostalgia

per quell’isola felice

che apriva braccia di speranze

accogliendo a nuove latitudini

dove il tempo

pregno di luci incontaminate

accendeva dì gai e danzanti

accompagnati da brezze leggere

ed accattivanti

a risvegliare meravigliose aurore

col prosieguo di giornate eternamente gentili

che si riflettevano in un languido chiarore

affacciate a quell’oceano cobalto

in cui giocavano i delfini.

 

Quel raggio riscaldava il cuore

donando gioia e tepore

anche nelle giornate invernali.

 

E quando scemava l’urlo del giorno,

si accendevano quelle sere magiche

da cui si poteva scorgere in lontananza

anche la Croce del Sud.

 

Il cielo sopra il deserto era illuminato

da una trapunta di stelle

e nella quiete notturna

a volte brillava come orecchino

il quarto di luna

adagiato in quell’aura incontaminata.

 

@Grazia Denaro@

Oscure trame

E’ vero dolore la nostalgia

per i tempi andati

trepidi e colorati

e questo cuore oscuro

di un domani malsicuro.

 

Virano parole di piombo

disobbedienza civile

irruzioni nelle istituzioni.

 

Oggi si cammina su un tappeto

di conchiglie spezzate e acuminate

e tra maglie fitte di una coltre infame

che non cede alla ragione

innalzante la propria bandiera

di bieche ideologie

 da tempo dalla società civile

accantonate.

 

In giro si respira un’aura polverosa

ad adombrare menti

per riesumare oscure trame

di un orrido passato.

 

Grazia Denaro

Liberta’

Un’alienazione l’abitudine,

è un peso che grava

sulle spalle.

 

Il ripetitivo gesto

del vivere le giornate

sempre allo stesso modo

aggrava la solitudine

saturando l’anima di tristezza.

 

Basta osservare il cielo

per rendersi conto

della sua mutabilità

che cambia ogni momento.

 

L’anima per sentirsi libera

ha bisogno d’interrogarsi

e scacciare il gravame

che l’appesantisce.

 

A volte basta osservare una vela

che svetta libera nel vento

e che mai è ripetitiva

sulla rotta da percorrere.

 

@Grazia Denaro@

Tornerà il nostro tempo

 

Tornerà il nostro tempo,

rinverdiranno i miei desideri

fiore mai reciso della mia anima.

 

Tornerai come rondine

dopo lungo viaggio,

ricostruirai il tuo nido con piume

e frammenti d’amore rappresi.

 

Soffierò la cenere

che ricopre il mio cuore

e impolvera la mia luce:

 

Risorgerò!

 

Dalle pieghe del cuore

scaccerò il mio dolore,

t’accoglierò a braccia aperte

donandoti la mia essenza.

 

Diverrai il mio punto fermo,

stella splendente nell’immenso cielo.

La tua luce inonderà il mio volto

le braccia protese a proteggermi

con forza da oscure nubi incombenti

nel mio azzurro apogeo.

 

@Grazia Denaro@

Il biblico giardino

Evanescente e grigia

sorge l’alba

su fili di sogni in filigrana

dove scorrono gallerie

di volti da me amati

di cui potrei scrivere distici

di elegie sulle loro vite

che scaturiscono

dal mio cuore emozionato

e dai rimpianti degli anni

in cui acque pure sgorgavano

 da mille fonti divenendo ruscelli,

che mi dissetavano accompagnandomi

gorgogliando la loro musica argentina.

 

Non so quando salperà la nave

del mio ultimo viaggio,

ma mi rincuora rincontrare

quei volti amati nel Biblico Giardino.

 

@Grazia Denaro@

La luce del pensiero

 

Vita avara di serenità,

certezze adagiate

in un caos interiore

colmi di nodi

da non poterli districare.

 

Mi domando se per gli altri

un vivere privo di meta,

avaro di certezze,

senza nulla di programmato,

li faccia vivere sereni

e con l’animo leggero.

 

Talvolta ho il bisogno

di nascondermi

da me stessa

ché impaurita

di dover camminare

su una distesa di sabbia

in cui l’acqua viene meno

nell’estate che declina

e tra lo spirare del vento

che varia la luce del pensiero.

 

Grazia Denaro

In compagnia del silenzio

 Giorno d’inquietudine

che si acuisce ancora

quando va a dimora il sole

dietro al monte.

 

Sento una solitudine dilagante

anche se sulla superficie

indugia ancora un poco di chiarore.

Poi tutto cessa e si spegne

e rimango in compagnia del silenzio.

 

E’ sera

una delle tante sere

in cui il buio sembra inghiottirmi.

 

Per tentare di lenire le ferite dell’anima,

scrivo ricordi annodati alla mente

e speranze

che mi hanno accarezzato le ciglia

per poi lasciarmi svestita

dei loro colori abbaglianti,

lasciandomi solo il grigio di un sasso

che pesa sempre più

coll’andare degli anni.

 

@Grazia Denaro@

La soglia di una nebulosa

Il tempo per i vivi

non s’arresta ai giorni già vissuti

ma conduce spesso

alla bellezza delle cose.

 

A volte, invece

avvia a bere l’amaro calice

donato dal graffio della vita

che resta inciso

nella pena e nell’amarezza

degli accadimenti

con la cadenza rabbuiata

di una spirale

che conduce alla soglia

di una nebulosa.

 

@Grazia Denaro@