Il desiderio di te

E’ un sibilo di vento
 
che sguscia dalle labbra
 
nella notte il desiderio di te.
 
 
E’ suono strisciante
 
fra costole e suole
 
che prosegue su nel cielo
 
spiaggiando sui cardini acerbi
 
dei nostri respiri affrettati
 
è richiamo vischioso
 
d’eterno risveglio in dolcezza
 
che ammalia e divampa
 
sbocciando nel petto
 
arso d’amore.
 
 
Sfalda ogni vela
 
e a picco ci respira
 
scevro di remore e incertezze
 
verso due anime
 
che bramano il sentimento.
 
 
@Grazia Denaro@

E bussa l’autunno alla mia porta

E bussa l’autunno
 
alla mia porta
 
mostrando inconsuete fattezze:
 
Non l’aspettavo così presto.
 
 
Cosa inventerò
 
nelle serate a venire
 
e nei giorni inoltrati
 
nella terra dell’esilio,
 
cosa ne sarà di un forse
 
diventato oggi labbra
 
da cui fuoriescono parole
 
allentanti il nodo
 
delle mie ragioni?
 
 
Il tempo ha coperto la luce,
 
dominano le ombre
 
come per una mancanza di sole
 
ché l’imprevisto
 
ha fatto il suo ingresso.
 
 
Non riesco ad immaginarmi
 
in altra vita
 
se non in questa già consumata
 
nei suoi bordi di luce
 
e diseredata di promesse.
 
 
@Grazia Denaro@

La stagione del raccolto


Quella ricerca di noi due

così sereni ed imprevedibili

vissuta nella pace

e nell’essenza di quel presente

mi riporta al ricordo dell’armonia

condivisa all’unisono

discioltasi piano piano

nell’inconsapevolezza

e nel silenzio dormiente dell’anima

per non aver saputo accogliere

quella pioggia di pensieri progressivi

condividendoli e coltivando

nel contempo i nostri sogni

ché crescessero rigogliosi

come spighe di grano maturo

atte ad abbracciare a pieno

la stagione del raccolto.

 

@Grazia Denaro@

Giornata d’infinito

Oggi è giornata d’infinito…

sono adagiata in un suono soave

che mi sprigiona i colori degli astri

col loro rifulgere in tutto l’attorno.

 

Fuoco che arde e si svela

a donare vitalità all’anima

accendendo emozioni

che cancellano il graffio del sale

schiodando la clavicola

gettata in un esilio d’impervi deserti

preda d’artigli e d’aspre parole.

 

Fiumi lontani e canne cave

destate dal fulmine

e riposte mine in solco d’esilio.

 

@Grazia Denaro@

Fiamma verticale

Cos’altro farei qui
 
se un giorno
 
il mio sole non brillasse più?
 
 
Sei tu il mio sole:
 
– soffio che mi scalda –
 
piacere dolce che mi ghermisce
 
forza di marea a riempirmi il petto
 
melodioso canto che mi culla
 
con accenti
 
a creare simbiotica armonia
 
alimentando frange di luce
 
nel bagnarsi dentro il blu degli orizzonti
 
che accompagnano il cammino
 
in un clamore gioioso
 
virando verso il caldo di quest’autunno
 
per noi maturato
 
che accende ancora fiamma verticale
 
in mani di dare e dita da trattenere.
 
 
@Grazia Denaro@

La mia folle voglia di viverti

Camminavo insieme a te

sospinta dal vento dei pensieri

che m’increspavano la fronte.

 

Tu eri lontano, chissà dove,

eppure

camminavi sempre al mio fianco.

 

Percepivo il tuo profumo

mentre fluttuavo nell’acquario

delle tue pretese

che mi teneva legata a te

e sentivo come se il destino

non volesse sciogliermi

dalle tue catene,

non che ci tenessi a sentirmi libera,

anzi ne avevo timore.

 

Mi crogiolavo

sospesa in quella bolla

priva d’equilibrio 

nella speranza che tutto cambiasse 

per la mia folle voglia di viverti.

 

@Grazia Denaro@

Ventagli di luce

Spighe rilucenti

fino allo splendore dell’oro

baciate dal sole e carezzate dal vento

mi accolgono:

– purezza di chi può tornare risanato

alle antiche sorgenti –

ripercorrendo quelle strade smarrite

e finalmente ritrovate

respirando spire di risvegli

nell’aria alanina del cielo

a riaccendere giorni di serenità e pace.

 

Ho cancellato quel mistero che fu pioggia

lontano dall’azzurro firmamento

che mi tenne rannicchiata ed impaurita

in sottoscala umidi e scuri

donando false fioriture

gelando lo sguardo

perché colmavano d’ombra

le cose future.

 

Oggi ho imparato ad apprezzare

quei ventagli luce

che ravvivano la vita

nelle loro cangianti sfumature.

 

@Grazia Denaro@

Dei giorni a venire

 

Una goccia è una goccia

che fugge dal cielo

e non lascia traccia,

rotolando via muore

perché il vento la scaccia.

 

Così sarebbe la mia vita

se fosse vissuta solo per me

senza finestre spalancate sulla tua

se fossi senza te…

 

e invece

il nostro connubio

è pioggia

dal dolce mormorio

che scivola a dilavare

e danzando

rigenera l’esistenza

dei nostri giorni a venire.

 

@Grazia Denaro@

L’ultimo bagliore della sera

Colgo l’ultimo bagliore della sera
 
di un giorno dilatato, affossato
 
nell’insofferenza della noia.
 
 
Mi avvicino alla finestra
 
e osservo il buio che incombe
 
sugli alberi e sulle case
 
vagheggiando tremuli pensieri…
 
 
come lampadine
 
s’accendono reconditi ricordi
 
esaltanti fuggevoli emozioni
 
che m’avviano a cogliere
 
il soffio dell’esistenza
 
rifulgendo all’improvviso
 
quella luce vitale e armoniosa
 
che diviene carezza ed energia,
 
caldo fuoco celato sotto la cenere
 
a lenire l’intelletto
 
e l’io abbattuto dal tedio
 
per l’inadeguatezza
 
di riflessioni costruttive.
 
 
@Grazia Denaro@

Affiancati passi

Affiancati i nostri passi
 
seguono un ritmo coordinato
 
e in sintonia.
 
 
Sento la mia fragilità nell’ascoltare
 
la tua assennatezza nel dissertare
 
su ciò che da ora sarà il nostro futuro
 
e dei giorni che si apriranno
 
a questi viali tanto belli e sconosciuti
 
in cui un vento nuovo ci accompagnerà
 
in un cammino condiviso.
 
 
Tutto è più vasto e più umbratile
 
in questo giorno di foschia,
 
ma i timbri e i suoni che aleggiano nell’aria
 
mi giungono come i gradevoli battiti
 
di una danza.
 
Sento che amerò di cuore
 
questa città tutta da scoprire
 
che mi attrae per i suoi suoni ovattati
 
ed i colori grigi un po’ spenti:
 
 
Dalla mia anima
 
già scaturisce un canto
 
rivolto al suo cielo
 
dall’aria densa e profonda.
 
 
@Grazia Denaro@

 

Due pesi e due misure

E improvvisamente
 
siamo guariti dalla malattia
 
che ha falciato tante vite
 
in questi due anni…
 
 
siamo guariti per decreto legge
 
promulgato in tutta fretta.
 
 
Si è scoperto che i no vax
 
fino a qualche mese fa pericolosi
 
per la salute pubblica,
 
sono stati reintegrati
 
nei loro posti di lavoro
 
sempre con decreto legge.
 
Anche i medici non vaccinati
 
hanno ritrovato il loro posto
 
lasciato vacante negli ospedali
 
e in ogni assetto sanitario.
 
 
Sospesi i raduni che superano
 
più di cinquanta persone pena la galera
 
sempre con decreto legge d’urgenza.
 
 
Si è invece soprasseduto
 
sul raduno a Predappio
 
di camerati di nero vestiti
 
emulanti l’antica dittatura fascista.
 
 
Due pesi e due misure.
 
 
@Grazia Denaro@

Inchiostri fioriti

Mi scuci il cuore
 
colmandolo d’immenso
 
con parole
 
ch’elevano il sentimento.
 
In un tripudio di dolcezze
 
mi doni giorni
 
d’incorniciati incantamenti.
 
 
Il tuo cuore talismano
 
di parole appassionate
 
a fiorire melodie
 
di primavere ubertose
 
nel rigoglioso rifulgere di luce
 
illumina pagine d’inchiostri fioriti
 
d’immane bellezza
 
che attraggono l’anima
 
di recondite alchimie
 
intrecciate all’unisono
 
e recepite in incanto d’aurora
 
e nell’universalità della natura
 
.
@Grazia Denaro@

Nell’aria che aleggia

La foschia mattutina

lascia la sua impronta

nei variegati colori

che dall’acceso dell’estate

declinano all’ambrato.

 

Si nota una nuova frescura

propria dell’autunno,

un vento birichino gioca fra le fronde

facendole tremare

mentre l’ortensia è piegata

al frutto della luce.

 

Osservo gli alberi roridi di rugiada

che sull’alto dei rami la volta carezzano

mentre le bianche nuvole

scorrono in un inno silente.

 

I colori ramati

rimandano i loro splendidi riflessi

esaltati dalle spire di sole

che fanno capolino tra le fronde

risvegliandomi quella ruggine antica,

annidata nella cavità della mia anima

per quel saluto tuo, lasciato cadere lì,

frettolosamente

di cui mi è rimasta l’eco

nell’aria che aleggia.  

 

@Grazia Denaro@

Nessuna Eco

Non ho da raccontarti

null’altro che i miei giorni di sale

a corrodermi l’anima ferita

parvenza d’una finta quiete

in un’amara vita.

 

Nessuna eco che trasudi colore

solo grigio di giornate senza sole.

La parvenza non è che un sipario

dove nascondere il palcoscenico vitale.

Un paravento nasconde il letto del malato

per non dare in pasto a tutti il suo privato.

 

Fitta nebbia nasconde strade irte

dove non si può fare a meno

di ledersi i ginocchi.

Non si riesce per nessuna ragione

poter respirare aria pulita

a pieni polmoni.

 

Nessuna eco anche da lontano

riesce a ristorare il cuore umano.

Silenzi grevi, occhiate torve

sono il corollario dei miei giorni

giorni succinti in spregio della vita

che si riflettono

come anelli di catena…

 

@Grazia Denaro@

Mio Signore

Stasera m’incanta

e mi commuove

la musica di quel violino

vibrandomi nelle vene

la sua sacralità che m’invia

sulla strada dell’Eterno

accendendomi un’emozione

che non ha confine.

 

Il suo suono

mi conduce a vie traverse

spronandomi ad andare avanti

con speranza

alla ricerca del sublime

che lenisce il travaglio dell’anima

accendendomi brace in petto

d’inspiegabile giubilo

donatami dal tuo richiamo

e dalle tue mani protese

verso me Mio Signore.

 

@Grazia Denaro@

Stato di quiete

M’avvolge il silenzio

in influssi

accompagnanti la luce

del trasparente giorno

volto in un invaso di pace

deposto

sul palmo delicato del tempo

tale da volerne fermare

l’istante fuggente.

 

Desiderio

di rimanere in stato di quiete

e a non seguire quel vento

che spira di corsa,

rimanere in uno stato di sosta allargata

che si assiepa calma attorno all’io confuso.

 

Pensieri vagano, scolpiti, levigati:

istantanee lucide

presenti con la vividezza della loro voce,

fune lanciata alla finestra aperta

della vita

che lascia riflettere sul passato

e sul tempo a venire.

 

@Grazia Denaro@

Un sentiero non tracciato

 
Ti guardo:
 
Hai l’adagio
 
di un viaggiatore silenzioso
 
mentre assaggio l’aria
 
che spettini con le mani
 
in questo donarti e toglierti
 
lucente nel buio
 
in quell’assolo avvincente
 
di una forbice che incide sogni
 
variando l’apertura e l’intensità
 
del tuo giardino fatato,
 
delle cose donate, delle spighe d’oro
 
mai imbrigliate
 
solo accarezzate dal vento
 
e dalla luce del tuo cammino.
 
 
Sei quel ramo rilucente di chiarore
 
che si spinge
 
dove s’addensa il cielo
 
ergendosi sempre
 
verso un sentiero non tracciato.
 
 
@Grazia Denaro@

Ogni ramo ha il suo profumo e la sua luce


Momenti di pace

nel silenzio della sera.

 

La soffusa luce dell’abajour

rimembra visioni già note

tendente fili sottili a srotolare ricordi

rimasti impigliati nella memoria

a vagare solitari e sperduti.

 

Ma nell’istante folgorante

della reminiscenza

tornano aggregati

a rimarcare momenti insiti

nel perimetro della vita

tracciando segni di sorrisi,

singhiozzi silenziosi

capriole di cuore

e tenaglie di dolore.

 

Quando tutto torna quieto,

affievolitesi le emozioni

partite dal punto più profondo

della radice del vissuto

ho pensato

che ogni ramo ha il suo profumo

e la sua luce.


@Grazia Denaro@

La tua voce vento di maggio

Ti voglio mi dici piano,
 
anzi bisbigli
 
con piccoli baci sul mio collo nudo:
 
sembra vento di maggio
 
la tua voce tiepida e fresca
 
che scartoccia lieta questo desiderio
 
che danza nelle nostre ore
 
che corrono serene nel meriggio
 
olezzante di profumi e dorato dai riflessi
 
che spuntano tra gl’interstizi delle piante
 
che si muovono all’alito di vento.
 
 
Tu vivi in ogni silenzio recondito del mio cuore,
 
in ogni anfratto della mia anima…
 
la tua voce mi culla e mi scalda,
 
è musica che ascolto col cuore appeso al cielo.
 
E’ un trillo sovrano aggrappato al mistero
 
che m’attrae suadente
 
nelle valli del mio tempo…
 
 
@Grazia Denaro@

Né vita né ritorno

I tuoi sogni
volati nel vento
nel muto riflesso
di una sera illune.

Respiri affannati
ricordi svaniti
che tornano indietro
su passi irrisolti.

Sortilegio
di graffi sul cuore
i deliri di dolore.

Ira della tormenta,
stiletto duro invisibile
che s’infiltra
a forza nelle ossa.

Metamorfosi
di luci che piombano
in un buio profondo
dove non c’è vita
né ritorno.

@Grazia Denaro@

Lo scrigno dei ricordi

Dalla banchina lacustre
 
come suono d’arpa gentile
 
note mi risvegliano colori
 
di un fine estate spensierata
 
sotto un cielo terso
 
vissuta tra i canali salmastri
 
in cui in barca vagavamo soavemente
 
tra i profumi delle piante
 
circondati dalle siepi selvatiche
 
nel dondolio delle foglie
 
e la meraviglia delle opulenti vigne
 
che ci affiancavano oltre le rive.
 
 
Andavamo spensierati nel nostro vagare
 
facendo il pieno di emozioni
 
attraverso i nostri sguardi e le mani
 
che con dolcezza comunicavano.
 
 
Fu sul finire di quell’estate
 
che congiungemmo i nostri cuori
 
e le nostre vite
 
incamerando quei profumi e quei colori
 
che al cuore tanto avevano donato.
 
 
Oggi quei ricordi
 
da cui è germogliato il nostro albero di vita
 
sono serbati gelosamente
 
nello scrigno dei ricordi come preziosi diamanti
 
che continuano a risplendere
 
e scintillare nel nostro presente
 
 
@Grazia Denaro@

Strenua radice

Questa luce chiara il suo riflesso acuto
in questo ottobre mi rifulge negli occhi
e accende nuova vitalità.
Riflessi ocra e rossi delle foglie degli alberi
sanguinanti scintille in flessuose movenze
d’incauta bellezza nelle spire del sole
che indugia in questa stagione clemente
che rallegra i corsi della città.

Attendo te
che ti rifugi nella gloria dell’esilio
e nella tua contemplazione interiore
a disvelare icone mute.
Finisterre ti ha rapito, tanto sei lontano:
hai costruito un muro invalicabile
che veste i nostri giorni.

Sei solco, sei terra, sei seme
che ha da essere fecondato:
non vivere i giorni entro sogni solitari
ma vivili in un’armonia simbiotica
nella luce del tuo tempo.

Sappi che io aspetto te
come tua strenua radice!

@Grazia Denaro@

Vento impetuoso e crudele

Sull’iride depressa
 
da distorte visioni e false verità,
 
si ergono paure vecchie e nuove di deja vu
 
che oggi appaiono più accentuati
 
ad avvilire la nostra società.
 
 
Nuovi governanti sdoganati all’improvviso
 
da dietro le quinte richiamati
 
a fare nuovo teatro privo di forma e di decenza
 
approfittandosi di risorse stanziate destinate a servizi
 
e opere importanti ad agevolare e sostenere
 
la vita dei cittadini ridotti al collasso
 
da questa crudele società,
 
invece vengono ancora puntualmente salassati
 
con balzelli insostenibili di ogni tipo.
 
 
Il popolo ormai è un petalo avvizzito,
 
schiacciato da un vento impetuoso e crudele
 
che percuote sempre più violentemente
 
le sue estenuate radici.
 
 
@Grazia Denaro@

Ottobre [Acrostico]

O rlate colline d’assente suono
 
T integgiate da verde spento, da foglie caduche
e da colori che vanno dal cremisi al rugginoso
 
T rattegiate in un tempo che si smarrisce nella foschia
 
O ttobrina d’inizio autunno
avviando ad un tempo di semina e di stasi.
 
B rumosa stagione che respira nel sussurro della quiete
e delle sementi a dimora nei solchi vangati
 
R espingendo anzitempo il sole verso ovest
 
E nergia di dolce frescura a dissipare la calura dell’estate.
 
@Grazia Denaro@

Specchio d’acqua

Specchio d’acqua
che confondi le mie lacrime
alla tua acqua cheta
che sciaborda appena
alla lieve brezza che si poggia
sulle tue onde leggere.

Acqua limpida
purifica la mia anima dal dolore
che mi trafigge
per la perduta serenità
di cui mi faceva dono
l’aurora dei sogni
che versavano sul mio petto
il sole del mondo.

Ma venne il giorno
in cui il vento rapace
in gelido squallore
imperversò nell’antica rada
in cui eravamo ancorati:

Fu lì, nel rosso crepuscolo
che fuggirono i nostri giorni lieti
catturati da una vertiginosa ragnatela
che li trattiene caparbiamente
facendoci sfiancare nella lotta
per riuscire a risanare
questo sghembo tempo
che c’impegna col fato
uniti in un conflitto estenuante
di rigore armato
a recuperare l’arbitrio
per il prosieguo del viaggio.

@Grazia Denaro@

Nella foschia serale

Nella foschia serale
 
di questi cieli settembrini
 
avvolta da pensieri molesti
 
cerco un punto fermo
 
che fissi un confine
 
alle mie sicurezze, alle mie certezze.
 
 
In questo saliscendi
 
della mente che mi avvolge
 
come marea dilagante
 
avanza un silenzio inquieto
 
di cose nascoste e non definite
 
rimaste adagiate
 
tra le pieghe dei perché
 
a cui risponde un oracolo sepolto
 
di cui non afferro le parole.
 
 
Cerco indizi su risposte evasive
 
che mi fanno entrare in orbità di discordia
 
con l’altra mia metà
 
per quel muro che si è alzato
 
tra tesi e antitesi,
 
azzerando quel lievito felice
 
di un vivere in serenità.
 
 
@Grazia Denaro@

Tra le pieghe dei ricordi

Osservo quel campo

che fu il mio paradiso

adesso orfano di quell’usignolo

e del suo melodioso canto.

Anche il giglio della fonte

canta la sua tristezza

ingoiando un pianto arido

che sfocia in muto lamento.

 

Lontano

nel silenzio tra le pietre

i giardini privi di verde,

gli alberi rinsecchiti

né nidi né foglie

opprimono il petto

e danno sensazione

di gelido inverno.

 

Ora che il sole cala esangue

estingue il suo bagliore

in un tramonto anemico

ricoprendo tristemente

i monti e l’intorno

rendendoli sagome incolori:

– fantasmi –

che hanno preso il sopravvento

su quell’angolo armonioso

[ a me tanto caro]

serbato con amore

tra le pieghe dei ricordi.

 

@Grazia Denaro@

Affascinata dai sussurri del buio

Denudata interiormente

raccolta nel silenzio

che accompagna la notte

vago nei pensieri.

 

Sono incardinata al presente

non penso al domani

eludendone gli enigmi.

 

Richiamata dall’olezzo di un fiore

che mi solletica antichi afflati

poggiati sull’allure della giovinezza

sento che l’estate rovente

ci vuole abbracciare

in un percorso allettante.

 

Tu riposi

adagiato nel benevolo sonno

che ti ha catturato.

 

Io dalla finestra aperta

osservo e respiro il tempo

affascinata dai sussurri del buio.

 

@Grazia Denaro@

Il simulacro della discordia

Esisti sempre in ogni dove
 
ci sia io
 
e fai parte della mia anima
 
anche quando cupe stelle
 
ammonitrici
 
sotto un luccichio buio
 
e un’assenza ostinata d’aria
 
mi fanno percepire
 
l’oscurità imbronciata del cielo.
 
 
Ma io sono tenace
 
e non mi abbatto,
 
aspetto con perseveranza
 
i giorni chiari e ventilati
 
che fughino le nuvole
 
e disarmino la belligeranza
 
spazzando via
 
quegli spiccioli d’orgoglio
 
che omaggiano il simulacro
 
della discordia.
 
 
@Grazia Denaro@

Un delta doloroso e irruente

 

Ancora un mattino insensato,

il nulla disfa lentamente le sue pieghe.

Seguo la mia anima:

Non so dove voglia andare…

ho mancanza d’orizzonte,

sento l’angoscia spandere il suo colore

e far morire la luce del domani.

 

Mi sento sola, disarmata

fra schegge di vetro intrappolata.

non sento sole che mi scalda

grandi pene gonfiano il mio mare.

Attraverso i vetri osservo gli uccelli

che volteggiano liberi nel cielo

ma quella libertà non mi tocca.

Il giardino è un rinverdire di foglie

e piante d’oleandro dai colori variegati,

volgo una preghiera al cielo

che calmi il mio travaglio interiore.

 

M’arde il tuo ricordo cupo

degli anni passati assieme

atti ad ancorare la radice del domani,

ma cosi per te non è stato

hai fatto in fretta a cambiare rotta

senza lasciarmi altra scelta

se non quella di nuotare

in un delta doloroso e irruente.

 

@Grazia Denaro@

Gioielli Rubati 214: Nadia Alberici – Yves Bergeret (trad. Francesco Marotta) – Cetty Di Forti – Neurs Bonet I Sala – Grazia Denaro – Monica Santi – Diacono Massimo Caccia – PP.

Posted on 

Tu arrivi
.
Tu arrivi, scosti appena l’ombra
E mi apri come una melagrana
.
Succo rubino
Pare che sia una gioia per la vita
La delizia che si spande
.
Il giardino si è riempito di frutti rossi!
.
di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2022/09/10/tu-arrivi/
.
*
.
Una carena infinita
.
La tua vita: sedimenti, argille, sabbie.
Io sono la barca che puoi tirare a riva.
.
Rifletti.
Io sono una carena infinita.
.
Sono il rimbalzo di mille
fossili e utopie masticate.
.
Mettimi nella tua bocca.
Saprò sedurti.
Farò di te un’ancora.
Marosi e bruma svaniranno.
Sarai granito.
.
Chi vuole salire ascolta.
Sente il bordone millenario.
Lo protrae per mille anni ancòra.
.
di Yves Bergeret (trad. Francesco Marotta), qui:
https://rebstein.wordpress.com/2022/08/10/una-carena-infinita/
.
*
.
Vorrei tornare per un istante
al tempo in cui riempivamo
la pancia di vino e pensieri
ora leggo da sola
il mondo è un istante ansioso
di desolazione
non si può transitare a lungo
all’angolo dell’inferno
per amare aspetto l’autunno
l’aria è più intima
e forse anche più vera
.
di Cetty Di Forti, qui:
https://www.facebook.com/concettacetty.diforti
.
*
.
Manto Naturale
.
Dietro l’erbe
il cielo da lontano
che ci circonda giorno e notte
come un mantello senza tempo.
.
Canti sordi
scivolano dalle foglie.
Impercettibili per l’uomo,
vibranti per l’universo.
.
di Neurs Bonet I Sala, qui:
https://elplumierdenenuse.wordpress.com/2022/09/12/mantos-naturales/
.
*
.
Sul muro del silenzio
.
Tu sei stato
per un tempo infinito
la mia unica poesia.
.
Il nostro sentimento
s’ingigantiva a dismisura
come un palloncino
ondeggiante tra terra e cielo.
.
Ora, quei momenti
vagano dispersi
tra i nembi scuri
di un empireo ostile,
anche i vellutati petali
si sono smarriti
nel sentiero della vita
mentre i sorrisi si sono oscurati
dietro gelidi sguardi
aprendo una ferita
per tutto ciò che non è stato.
Per tanto tempo ho scritto
sul muro del silenzio.
.
di Grazia Denaro, qui:
https://graziadenaro.wordpress.com/2022/09/12/sul-muro-del-silenzio/
.
*
.
impresa
.

Il fuoco chiama il rogo arde impulso ambiguo.
Conforto fino a un metro ma cotte le dita che s’allungano.
Nell’aria che trema metto ostinazione
perchè le voci dentro non parevano ingannare;
le sagge comari dalla pelle di cuoio
mi segnano un cerchio
e dicono “lì tu vai e ti trasformi
non ignorare mai braccia che parlano”.
Come occhi sulla pelle
come bocche nascoste
strappi rattoppi e tempi spettinati. Composta di parole.
La riuscita dell’impresa scivola al calcolo facile
e mentre si lavorava la trama più complessa lei era lì,
che attendeva gli imbranati e i titubanti.

.
di Monica Santi, qui:
https://monikasanti.wordpress.com/2022/09/12/impresa/
.
*
.
E se il mondo si fa duro,
marcio di menzogna e volgare
fino a soffocare la Parola,
quanto pesa il mio dire nel frastuono?
Non basta soddisfare la mia fame
di Vita se non traffico i talenti.
.
di Massimo Caccia, qui:
https://www.facebook.com/massimo.caccia1
.
*
.
In attesa di risposta
.
Quindi le risposte, come le fondamenta,
si gettano prima…
“Il modo è il mondo: qui abbiamo
due mondi nella stessa frase,
e l’uno garantisce per l’altro,
e tutti e due tengono in piedi
la frase che, come è noto, è un’arcata
(perché sotto tanta acqua ci passi)…
A questo modo, in questo mondo
non possiamo permetterci
quesiti mancanti di basi sicure…
Oppure arrendiamoci:
per il piacere della chiacchiera
poniamo domande veramente in attesa
di risposta ossia cediamo al piacere,
che pure è fondato su fragili basi,
essendo il piacere friabilità
di ogni principio e fondamento
(fa crollare con brividi i ponti,
smattona le mura in rovine,
che somigliano a corpi spossati)…
arrendiamoci per vacillare:
poniamo domande in attesa
di risposte che non conosciamo…
.
di PP, qui:
https://www.facebook.com/pensiero.ballabile

Pesante Torpore

Risuona di tristezza
 
la mia sera:
 
è il tocco di un vento forte
 
che vibra sui vetri
 
con la veemenza di un respiro convulso
 
risvegliando parole di sillabe vuote,
 
feticci d’incompiutezza eclatante
 
che scrollarono membra
 
gettandole in un riflesso d’ombra
 
col mondo crollato nel sangue
 
adagiando l’anima
 
in un pesante torpore.
 
 
@Grazia Denaro@

Sul muro del silenzio

 

Tu sei stato

per un tempo infinito

la mia unica poesia.

 

Il nostro sentimento

s’ingigantiva a dismisura

come un palloncino

ondeggiante tra terra e cielo.

 

Ora, quei momenti

vagano dispersi

tra i nembi scuri

di un empireo ostile,

anche i vellutati petali

si sono smarriti

nel sentiero della vita

mentre i sorrisi si sono oscurati

dietro gelidi sguardi

aprendo una ferita

per tutto ciò che non è stato.

 

Per tanto tempo ho scritto

sul muro del silenzio.

 

@Grazia Denaro@

Il prodigio del tempo


Attendo

trepidante il tuo ritorno.


Ora che è passata l’ora buia

della tua mancanza…

di cieli tersi, fiori

e ruscelli gorgoglianti

si è popolato il mio giorno.


E’ frumento divino il regalo

di una primavera taciuta

e risvegliata nello smeraldo dei campi,

una rinascita

nel cerchio della bellezza dell’universo

che mi abbraccia

ridonandomi la vita e l’ardore,

tale da accendere canto

al nostro rinverdito sentimento

che di un nuovo sole ora si pasce

attraverso le sue benefiche sfere

atte a sconfiggere l’ombra

al nostro passaggio

che si riflette nel prodigio del tempo

sotto una luce sfavillante

che infiora e risplende

in tutte le sue sfumature.

 

@Grazia Denaro@

Sono lontani i tuoi occhi

Sono lontani i tuoi occhi

da questi prati

che odorano di umido fieno

  e l’aria fina intorno alla campagna

aleggiante fino al blu del mare.

 

Tutt’attorno pietre e ginestre

a far da cornice alla mia solitudine

che penetra senza rumore 

attraverso la pelle assorbita dal sangue

in questo mio tempo labile e immobile

  adagiato nei desideri sfuggitimi dalle mani,

  ma incardinati nei pensieri 

con le loro ombre e luci.

  

@Grazia Denaro@

Armonioso canto

Una giornata di cristallo
 
declina questo tempo
 
che si avvia alla fine dell’estate.
 
 
Oggi il vento accarezza ogni cosa
 
in un tremulo movimento
 
facendo risplendere il cielo
 
di un azzurro terso.
 
 
Ammiro
 
dal nido del mio silenzio
 
lo scorrere dei momenti
 
in cui suoni e cadenze
 
sempre uguali e diversi
 
ad ogni stagione
 
non smettono mai di stupirmi.
 
 
Acqua, biancore, luce dell’aurora,
 
giornate rifulgenti, tramonti rosseggianti,
 
fiori profumati, mare spumeggiante
 
che nel suo azzurro variegato
 
incanta gli occhi facendo vibrare l’anima.
 
 
Così credo sia stato creato il mondo
 
con profumi ed aure da mozzare il respiro
 
in un armonioso canto.
 
 
@Grazia Denaro@

Vento nuovo

Da dove arriva
 
questo vento nuovo
 
che oggi mi accarezza
 
con mani gentili
 
colmandomi l’anima
 
di dolce quiete?
 
 
Sarà il tuo ritorno a casa
 
che ha maturato
 
la stagione delle brezze
 
cancellando il grigio
 
dalle ardesie sui muri.
 
 
Anche il sole
 
ha preso a risplendere
 
in filamenti di luce azzurrata
 
illuminando il mio apogeo
 
mentre la notte mi dona tale gioia
 
da poterla appendere alle stelle.
 
 
E nel tuo sguardo gemmato
 
il mio cuore i suoi battiti scioglie.
 
 
@Grazia Denaro@

In un tempo che sia infinito

 

Si nutre l’anima d’amore

come il flauto di vento

gli sguardi s’avvicinano

e nel cuore s’instaura lo smarrimento…

quello smarrimento dolce

che fa tremare le gambe

e il sangue nelle vene fluidificare.

 

Vagano al cielo i pensieri

e in poesia sbocciano le parole:

come grani di luce s’incrociano

nell’instaurare istanti di beatitudine

canti che respirano dentro

e vivificano fino alle radici.

 

Sono musica i nostri esseri

primavere d’incensati voli

d’olezzi di primule e viole

di rifiorire di germogli

di sussurri tra le foglie

di corse pazze per i prati

d’abbracci e baci

in un tempo che sia infinito.

 

@Grazia Denaro@

Simbiotica Armonia

Tu sei carezzevole pioggia

tiepida e sottile

che in un giorno d’estate

inondi la mia pelle,

mi adagi su fiori profumati

turgidi e bagnati

che il tuo cielo ha annaffiato

della sua essenza olezzante.

Abbracciami incanto celeste

voliamo sulle ali dell’amore

lassù in alto dove il vento

ha diradato le nuvole in un momento,

dove l’aria accarezza i nostri corpi

e il caldo alza i vapori dell’estate

sulla nostra pelle nuda e fremente.

 

Il sangue fluidifica nelle vene

irrorando le pieghe del cuore

che in battiti accelerati

dona palpiti d’afflati

d’immense emozioni

e di simbiotica armonia

 

@Grazia Denaro@

Ascolto l’incanto della sera

Ascolto
 
l‘incanto della sera.
 
Il vento mi parla dolcemente,
 
a recepire i profumi
 
della natura
 
che accarezzano i miei sensi
 
in un profluvio
 
in cui s’immerge l’anima.
 
 
Le lucciole si muovono per i prati
 
volando fra il verde delle piante
 
ad illuminarmi  le stanze dei pensieri,
 
tutto ciò che mi circonda
 
in un frinire di cicale
 
e il canto del vento
 
è amore.
 
 
 
Amore di cui m’avvolge
 
il cielo stellato
 
trapunta lucente
 
in questa notte d’estate
 
dove arde una luna argentea.
 
 
Ammirandola
 
le dico dolcemente:
 
“O viso luminoso,
 
il fluido tuo raggio
 
m’accarezza con dolcezza
 
inviata dal tuo cuore
 
lucido e rotondo”.
 
 
In una notte così
 
difficile non assaporare
 
il nettare della vita
 
sognando i suoi gesti d’amore.
 
 
@Grazia Denaro@

Appagamento interiore

Oggi

inizia un giorno

d’infinito

dove lo sguardo

si estende

a percepire solitudine

senza ali.

 

Lotto

in cerca di colori

che elevino l’amore

per poter cancellare

il deserto del cuore

vestendolo a festa di afflati

in una rivalsa di luci

ad illuminare canti

intonanti gioia

come solo

l’appagamento

interiore

sa donare

 

@Grazia Denaro@

Il sogno

A volte la notte
si schiude al sogno
e della sua dolcezza il cuore nutre.

I sensi invade di dolce sentire…

sono visioni che l’essere appagano
e l’incanto pervade a placare la sete
sono respiro stimolante
a saziare l’anima anelante.

Il tempo si ferma in un non tempo
che la vita pare rallentare
ma dona gioia e nutrimento
all’ego che l’accoglie
e l’abbraccia dolcemente.

 

@Grazia Denaro@

Il respiro della vita

Mi vieni addosso
 
come la neve
 
e mi ricopri
 
che neanche
 
me sono accorta,
 
assonnata com’ero.
 
 
Ormai sento
 
solo la tua voce
 
che mi gingilla
 
di parole al miele.
 
Mentre l’aitante
 
tuo corpo
 
che colando
 
mi ha sommersa
 
con la sua baldanza
 
e io, non respiro
 
altro dentro te
 
se non il respiro
 
della vita.
 
 
@Grazia Denaro@

Sfere di smeraldo

 

Esalti la bellezza dei tuoi anni

il tuo incarnato eburneo

rifulge i tuoi dolci lineamenti,

sono sfere di smeraldo gli occhi tuoi

ma l’aria troppo seria

esprime una malinconia

che non ti s’addice.

 

Convive col tuo io un’inquietudine

forse perché sei giovane ed indifesa

e ogni minima ansia ti angustia.

 

Non abbandonarti al destino

lasciandoti trascinare in sua balia,

cercalo prendendolo per mano

e conducilo in ciò che ti è congeniale.

 

Vivi la tua vita di ragazza normale

che sa scegliere il suo avvenire

in allegria e leggerezza.

 

Riluci la dolcezza e la gioia

che fa brillare gli occhi

per il sentimento dolcissimo

che scaturisce dal cuore.

 

@Grazia Denaro@

Una distesa di luce

Erano sospiri sottili
 
come il vento lieve
 
che si posa con leggerezza 
 
sulla pelle
 
quando in quell’angolo di tempo 
 
t’incontravo
 
ruscello d’acque vive
 
dove i gigli inebriavano
 
le ore amene dei sogni intatti.
 
 
Navigando tra le rive delle tue braccia 
 
mi perdevo:
 
gli occhi fissi alle stelle del tuo petto
 
– rivivo il tempo fulgido che riemerge
 
nello splendore del tuo corpo –
 
 
Quel contatto mi trascendeva
 
in una carezza d’ala d’angelo
 
portandomi 
 
ad uno schiudersi della vita:
 
eri sorgente d’acqua
 
in uno scorrere
 
a volte impetuoso, 
 
a volte lento e trasparente
 
che mi ha condotto 
 
in questa distesa di luce
 
atta ad illuminarmi la vita.
 
 
@Grazia Denaro@

Un giorno nuovo

E così sei qui
 
disegnato nell’estate
 
scolpito
 
in un ozio senza superficie.
 
 
Ma ecco il dono,
 
il meraviglioso dono:
 
riscopro finalmente la tua luce
 
in tutto il tuo fulgore
 
e nella gioia
 
che mi suffraga dalle incertezze
 
che mi hanno abitato interiormente
 
nell’ultimo periodo.
 
 
Penso sia meravigliosa la vita
 
accompagnata dai colori dell’iride
 
e da tutte le bellezze che ci regala l’universo
 
che mi accolgono lucide e senza più ombre
 
nello spicco dello sguardo.
 
 
Il cielo scorre nuovamente su di me…
 
e le nuvole sono un azzurro
 
visto di schiena
 
.
@Grazia Denaro@

Gioielli Rubati 224: Frida La Loka – Alessandro Della Valle – Iris G. DM – Grazia Denaro – Lucia Triolo – Amilga Quasino – Alessandro Ansuini – Leopoldo Attolico.

Posted on 

Dopo la pioggia
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Si fa mattino, le ultime gocce scorrono
Pulito cielo, lavato, azzurro
I fusti coperti a punto d’esplodere da tant’acqua, che un tiepido sole non prosciuga mai.

I peccatori oggi stanno meglio
La salvezza da la su è arrivata purificando possibili vizi, traviamenti; la schiena è meno pesante, si cammina adagio.

Passi leggeri si mescolano nel frastuono del brulicante paessaggio.

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di Frida la Loka, qui:
https://fridalaloka.com/2022/11/04/dopo-la-pioggia-da-frida-la-loka/
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Isola
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Mi serve poco per vivere,
un tetto sulla testa,
strada per correre,
un mare per nuotare,
tempo per scrivere e pensare.
Affetti dai quali tornare felice.
Diventare  isola
quando voglio stare da solo,
un castello da abitare,
quando non vorrò farmi vedere.
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di Alessandro Della Valle, qui:
https://alessandrodellavalle.blogspot.com/2022/11/isola.html?fbclid=IwAR0BzVdd1Tv6zH0vPdOyFO_H0myoOsmPuQ_TgNHDglBBqgAk_31fQjnOOCg
.
*
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51
Ho ascoltato parole senza volto,
ma erano gli orizzonti che ci confondevano!
Le isole erano vicine,
bianca chiaia di luna, eppure cosi lontane!
mirabile blu cobalto,
gemmati iris tra le mie mani,
sere di seta,
versi gettati alla rinfusa sul margine del libro,
l’amore che si spegne in silenzio,
solo la pioggia fa rumore,
solo schiuma sugli scogli
e il vento dice e poi sospira!
Amami, amami, amami
è perchè non ricordo più dell’amore!
La mia vita fino qui,
ai margini del foglio, dove ho scritto.
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di Iris G. DM, qui:
https://www.facebook.com/Iris-G-DM-849689865369742/
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Giornata d’infinito
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Oggi è giornata d’infinito…
sono adagiata in un suono soave
che mi sprigiona i colori degli astri
col loro rifulgere in tutto l’attorno.
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Fuoco che arde e si svela
a donare vitalità all’anima
accendendo emozioni
che cancellano il graffio del sale
schiodando la clavicola
gettata in un esilio d’impervi deserti
preda d’artigli e d’aspre parole.
.
Fiumi lontani e canne cave
destate dal fulmine
e riposte mine in solco d’esilio.
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di Grazia Denaro, qui:
https://graziadenaro.wordpress.com/2022/11/19/giornata-dinfinito/
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movenza
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abitatore della carne?
il corpo
schiaffeggia la terra su cui non posa
mai abbastanza e
il movimento è un flusso cieco
come di donna

chi soffre le cose che io soffro?
non ci sono esempi
a nuotare
non testi da recitare
non soprassalti nel camerino
dimenticato

perdi le scarpe le calze
i piedi
ansimano i piedi?
e tu cosa ne sai?

divieni soffio d’ascia per
quanto dura
il gesto

non più!

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di Lucia Triolo, qui:
https://poesiesemiserie.wordpress.com/2022/11/16/movenza/
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QUANTI QUANTI
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Oggi il mare non sa che pesci prendere
e così pure il gabbiano
mentre il cormorano affonda a man bassa
silurando fra le correnti sottese.
Il vento è promiscuo
soffia da est e spira da nord
invisibile e immaterico all’apparenza
si potrebbe dire che è un convoglio di anime
o di incoscienze forse consapevoli o forse no
mentre invece è la vita che vive
e se ne sbatte di te,
gallina.
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di Amilga Quasino, qui:
https://www.facebook.com/amilga.quasino
.
*
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2020, esiti imprevedibili di una pandemia

.

Le mascherine rendono tutti affascinanti
Le città vuote sono così pacifiche
Il distanziamento sociale
Dovrebbe essere imposto per legge
Gli animali vengono a scoprire
Che negli agglomerati urbani
I manichini non hanno gli occhi
La scoperta
Che gli aperitivi
Non sono mai serviti a niente
A parte farci vedere
I vostri ultimi bruttissimi pantaloni
La nuova consapevolezza
Che la maggior parte dei lavori
Siano puro intrattenimento
Di cui si può fare digiuno.

Sotto un cielo azzurrino
Con niente sotto io
Te e tutti gli altri
Non manchiamo a nessuno.

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di Alessandro Ansuini, qui:
https://alessandroansuini.wordpress.com/2020/06/18/2020-esiti-imprevedibili-di-una-pandemia/
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*
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La Gioia Nei Colori
In ricordo di Achille Serrao
.
Ora che ormai
soltanto un eco può sorprenderci
lasciandoci negli occhi i resti di un sorriso ,
– per contro
i tuoi colori sono il pane di una consuetudine ,
di una relazione feconda e ineludibile

Quando la sua crosta scricchiola

con il suono più vicino all’amore

risillaba le parole che lo fanno esistere

e le traduce in sensi e luoghi

in gioia inestinguibile

effusiva come una scolaresca di bambini in gita

.

di Leopoldo Attolico in ” Si fa per dire “, Tutte le poesie , 1964-2016
Marco Saya Edizioni , 2018, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100074524146268

Come simulacro

In questa notte buia
 
e colma di dolore
 
ho ingoiato fiele e veleno
 
all’ombra del silenzio
 
e della solitudine
 
vissuta tra le crepe e i dirupi.
 
 
Stamane tutta la stanza
 
m’appare gelida e grigia,
 
tristi i suoi colori
 
come i miei pensieri
 
intorpiditi dalla pioggia
 
che batte greve
 
sulla mia anima affranta.
 
 
Muta suona l’eco del cuore!
 
 
Il mio petto
 
un mare di procelle,
 
sovrastate da un’agonia
 
di stelle sfatte,
 
mentre lo specchio
 
mi riflette l’ombra
 
di un viso disperato
 
freddo come simulacro.
 
 
@Grazia Denaro@